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Attualità mercoledì 30 ottobre 2019 ore 15:00

Nuove misure anti rapina per la sicurezza bancaria

Sono stati disposti aggiornamenti nei sistemi di sorveglianza ed introdotti accorgimenti in merito ai dispositivi di erogazione del denaro



FIRENZE — A Palazzo Medici Riccardi è stato rinnovato il “Protocollo d’intesa per la prevenzione della criminalità ai danni delle banche e della clientela” tra il prefetto Laura Lega, il coordinatore nazionale OSSIF - il centro di ricerca dell’ABI sulla sicurezza anticrimine - Marco Iaconis e i delegati di 28 istituti di credito della provincia, alla presenza dei vertici provinciali delle forze dell’ordine, il questore Armando Nanei con la dirigente del Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni Barbara Strappato, il colonnello Antonio Petti comandante dell’Arma dei Carabinieri e il generale Fabrizio Nieddu comandante della Guardia di Finanza. L’intesa è stata sottoscritta la prima volta nel 2009. Per le rapine si registra un trend in discesa confermato anche dagli ultimi dati consolidati: nel 2018 sono state compiute 2 rapine in provincia di Firenze e 1 nel capoluogo, mentre nel 2017 erano state, rispettivamente, 7 e 4.

Ci sono alcune novità. Le banche si impegnano a censire gli episodi di cyber physical security per consentire a OSSIF di effettuare analisi del fenomeno da mettere a disposizione delle Forze dell’Ordine, nonché allo scopo di monitorare la diffusione degli attacchi ed elaborare strategie di difesa. Il protocollo prevede l’impegno delle banche a fornire consigli contro i raggiri e numeri di soccorso a cui rivolgersi in caso di bisogno, inoltre verrà svolto un monitoraggio delle truffe compiute allo scopo di individuare le buone pratiche da condividere per contenere il fenomeno.

Misure di sicurezza da utilizzare per contrastare le rapine. Il protocollo introduce l’obbligo per ogni dipendenza bancaria di dotarsi di videoregistrazione con impegno ad utilizzare tecnologia digitale in sostituzione graduale di quella analogica laddove presente) e del dispositivo di custodia valori ad apertura ritardata oppure in alternativa del meccanismo di erogazione temporizzata del denaro. Oltre a queste misure, ciascuna filiale potrà scegliere anche altri sistemi di difesa secondo la propria valutazione di rischio, selezionandoli tra quelli suggeriti dal protocollo, come bussola, metal detector, rivelatore biometrico, vigilanza, sistema anticamuffamento, allarme antirapina, sistema di protezione perimetrale, bancone blindato, macchiatura e tracciabilità delle banconote.

Le apparecchiature ATM dovranno essere dotate di particolari sistemi di protezione, tra i quali la collocazione in area blindata ad alta sicurezza, i sistemi per rafforzare la blindatura e l’ancoraggio e i dispositivi per rintracciare gli ATM asportati. Le banche si impegnano a comunicare le notizie sulle rapine e sui furti subiti ai propri bancomat, inserendo informazioni dettagliate nel Data-Base Anticrimine di OSSIF. Sono infine previsti corsi di formazione per consentire al personale di comportarsi adeguatamente nelle diverse circostanze di rischio.



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