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L’Accademia di Design e Comunicazione Cappiello compie 70 anni

Si apre la mostra “Essere Cappiello”, omaggio al genio di Leonetto Cappiello, pioniere della modernità nella comunicazione e nel design.



FIRENZE — La mostra “Essere Cappiello” per i 70 anni dell’Accademia, visitabile dal 28 maggio al 30 di giugno, è stata curata da Eleonora Sassoli e Simone Nannipieri con la loro collezione privata dell'Associazione Leonetto Cappiello International Centre of Arts e la Galleria d’Arte Athena di Livorno, ed è stata promossa da Hdemy Group polo formativo specializzato nel settore del design e delle creative industries, con il patrocinio di Regione Toscana, comune di Firenze, comune di Livorno e ADI Toscana.

Una mostra che secondo la curatrice Eleonora Sassoli “Ha voluto rompere la staticità del museo per creare uno spazio in cui la storia dell’arte si respira tra i banchi, nelle aule dell’Accademia dove gli studenti possono convivere quotidianamente con la forza cromatica e la genialità dei reperti della Collezione Nannipieri Bernardeschi. Questa mostra dimostra come che le regole d’oro della comunicazione visiva, l’immediatezza, l’uso coraggioso del colore non sono nate con i software digitali ma dal tratto di un maestro che ha inventato l’immagine moderna”

Opere rare, documenti inediti, manifesti pubblicitari d’epoca e memorabilia di Leonetto Cappiello, bozzetti e schizzi, anche un raro biglietto da visita dell’artista con appunti di suo pugno ritrovato dai curatori.

Al centro della mostra anche una selezione di oltre cento lavori dell’Accademia e video-sequenze.

Dunque una mostra dedicata alla storia dell’Accademia fondata da Gastone Canessa nel 1956, all’eredità di Leonetto Cappiello e alla continuità della formazione tra passato e presente.

E’ doveroso sottolineare che il livornese Leonetto Cappiello è considerato uno dei pionieri della grafica pubblicitaria moderna con un talento naturale nel disegno e la caricatura. E’ colui che all’inizio del Novecento rivoluziona il concetto di cartellonismo. I suoi manifesti pubblicitari non si limitano a riprodurre fedelmente il prodotto ma creano un’immagine simbolica, potente, capace di rimanere impressa per i tratti e i colori. Le sue figure iconiche: animali esotici, dame eleganti da Belle epoque, clown e bottiglie antropomorfe. Grazie a lui nasce il cartello pubblicitario come lo intendiamo adesso, essenziale, dinamico e comunicativo.

Il presidente dell’Associazione Simone Nannipieri ci accompagna nelle sale mostrando la collezione privata Nannipieri Bernardeschi e l'allestimento delle sale. Racconta aneddoti e frasi di Pier, nipote di Leonetto Cappiello che descrive suo nonno come un artista di strada vissuto in un’epoca dove si stavano diffondendo le automobili. Lui ebbe l’intuizione per tutto ciò che poteva essere affissione, capì che il manifesto doveva essere semplice perché la velocità dell’auto non era più la medesima del passato, dell’andare a piedi, del movimento lento che tramontava. Tolse cornici, fronzoli e creò una grafica senza indicarne il prodotto ma ricercando un messaggio visivo immediato. Il manifesto della dama col vestito e il cappello verde è diventato pietra miliare nella storia della cartellonistica e della pubblicità moderna, cartellone pubblicitario del Chocolat Klaus.

Prosegue raccontando che l’Associazione Leonetto Cappiello International Centre of Arts è nata nel 2025 ed è stato subito lanciato il premio per una borsa di studio per gli studenti che dovevano presentare un progetto sulle cantine vinicole mentre quest’anno l’argomento riguarda i mestieri storici della nostra tradizione e dell’artigianato, ispirandosi sempre all’arte di Leonetto Cappiello.

La mostra è stata aperta alla presenza di Angela Rafanelli Assessora alla Cultura del comune di Livorno, Nicola Pighi fondatore e presidente Hdemy Group, Clementina Canessa nipote di Gastone e figlia di Paolo Canessa, Stefano Mingaia direttore didattico Accademia Cappiello e curatore della mostra, Eleonora Sassoli curatrice della mostra e docente dell’Accademia Cappiello, Simone Nannipieri presidente Associazione Leonetto Cappiello International Centre of Arts e curatore della mostra.

Commozione e passione hanno contraddistinto questa presentazione: un ponte tra passato e presente, un bagaglio artistico fondamentale e di formazione nell'arte visiva che si tramanda alla nuove generazioni.

Chiara Lam Nang
© Riproduzione riservata


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