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Attualità giovedì 26 febbraio 2015 ore 19:43

Appalti senza gara, Firenze batte Roma e Milano

I Comuni capoluoghi di regione affidano i lavori direttamente nel 60 per cento dei casi. Ma a Firenze si sale all'87,2. Dati Autorità Anticorruzione



ROMA — E' stato il presidente dell'Autorità nazionale Raffaele Cantone a presentare i dati estratti dalla Banca dei contratti pubblici che si riferiscono a opere di importo superiore ai 40mila euro commissionate dai 20 Comuni capoluogo di regione dal 2011 al 2014.

"In sei casi su 10 i Comuni commissionano i lavori pubblici tramite affidamento diretto, senza passare per una procedura di gara - ha spiegato Cantone - E se questo non è sintomo automaticamente di corruzione, di illecito, descrive però un quadro in cui prevalgono procedure meno garantite, e quindi più esposte, più pericolose. Il cui utilizzo, tra l'altro, è in aumento". 

Il  60% dei contratti pubblici che viene stipulato in affidamento diretto è la media nazionale e corrisponde al 34,66% dell'importo complessivo dei lavori.

Ma esaminando i dati nel dettaglio, salta fuori che metà dei Comuni capoluogo ha usato l'affidamento diretto almeno nell'80% dei casi. 

La maglia nera spetta ad Aosta (89,99 per cento) seguita da Trieste (87,69) e da  Firenze (87,21% di affidamenti diretti corrispondente al 50,54 per centro della spesa complessiva). Situazioni più allarmanti di quella di Roma, dove la percentuale è dell'86,51 per un 33,05% degli importi, e di Milano, l'83,33% dei lavorpari al 14,29% degli importi. 

Tra le altre città capoluogo si segnalano sopra il tetto dell'8 per cento di affidamento diretti ci sono Ancona, Bologna, Perugia, Potenza e Trento.

E invece di Palermo la percentuale più bassa (11,59% per il 4,29% degli importi) seguita da Napoli (55,21% degli appalti, 17,85% degli import)i. 

"Queste cifre sono state estrapolate dai nostri uffici in collaborazione con i Comuni e sono state trasmesse alle amministrazioni perché valutino eventuali provvedimenti interni da adottare - ha sottolineato Cantone - L'elemento che complessivamente salta più all'occhio è il trend, in aumento pressoché ovunque. Questo induce a due riflessioni: la prima è che c'è una tendenza più marcata a non utilizzare altri strumenti previsti dal codice degli appalti, una sorta di insofferenza rispetto ad alcune procedure a favore di altre tendenzialmente meno garantite. Ciò non vuol dire che siamo fuori dalle regole ma ci limitiamo a evidenziare che le procedure negoziate sono in grande aumento: questo potrebbe essere giustificato o meno; i singoli Comuni faranno le proprie analisi".



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