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Attualità giovedì 30 marzo 2017 ore 11:45

Le chiavi della città al premio Oscar

Il make up designer Alessandro Bertolazzi ha ricevuto l'alta onorificenza al Teatro dell'Antella: "Bagno a Ripoli mi ha visto crescere artisticamente"



BAGNO A RIPOLI — Teatro dell'Antella pieno di persone mercoledì sera per la cerimonia di consegna delle Chiavi della Città al premio Oscar Alessandro Bertolazzi, vercellese di nascita ma per oltre vent'anni residente insieme alla moglie Giovanna nella frazione di Osteria Nuova a Bagno a Ripoli. 

Ad insignire il make up designer della più alta onorificenza cittadina il sindaco Francesco Casini, che si è detto “onorato di avere un concittadino da Oscar che ha trascorso a Bagno a Ripoli tanti anni. Un talento e un uomo eccezionale, che ancora oggi dimostra un grande attaccamento alla nostra comunità e ha lasciato un segno profondo, testimoniato dalle tantissime persone accorse a rendergli omaggio”. 

“Bagno a Ripoli e Firenze sono le mie città adottive – ha detto Bertolazzi - Mi hanno visto crescere artisticamente. Come tributo a questa terra, non a caso, ho deciso di chiamare mio figlio Lorenzo. In tutti i miei lavori c'è un po' di Bagno a Ripoli, c'è lo studio artigianale che avevo quando abitavo qui, che mi ha ispirato e continua a ispirarmi. Ogni volta che inizio un nuovo lavoro parto da quel laboratorio, cerco di ricrearne l'atmosfera ovunque vado e ovunque vivo”. 

Sul palco, accanto a Bertolazzi e Casini, intervistati dal giornalista Enrico Zoi, la “statuetta” che il make up designer si è aggiudicato per il miglior trucco nel film Suicide Squad. “Non mi aspettavo di vincere l'Oscar – ha detto Bertolazzi – Ai più giovani, che magari vogliono percorrere la mia stessa strada, vorrei dire che non servono solo le scuole di trucco per imparare questo mestiere. Studiate, guardate le opere d'arte, guardate tanti film, anche quelli in bianco e nero, non restate mai fermi”. 

Poi un aneddoto. “Diversi anni fa, capitò di andare a trovare alcuni amici che abitavano vicino alla Chiesa di San Quirico a Ruballa. Mi presentarono un bambino dicendomi Ecco il futuro sindaco. E in effetti, avevano ragione perché quel bambino era il sindaco Casini, anche se più piccoletto”.



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