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lunedì 26 settembre 2016

Attualità mercoledì 19 agosto 2015 ore 11:57

Chiusura degli uffici postali, dilaga la protesta

Cittadini e Comuni del Chianti tentano il tutto per tutto contro Poste. Non vogliono cedere all’idea di vedersi sottrarre un servizio indispensabile

FIRENZE — Mentre lo spettro della data di chiusura degli sportelli, fissata per il 7 settembre, si avvicina la protesta contro il piano di razionalizzazione che vede la chiusura di 54 uffici in tutta la Toscana tra cui tre nell’area del Chianti non solo è decisa a salire ma ad assumere tinte forti e sempre più estese e diffuse.

Per il destino di Lucolena, località montana del comune di Greve in Chianti dove alla vigilia di Ferragosto si è tenuta un’assemblea nella sala del Circolo Arci, il sindaco Paolo Sottani nutre forte preoccupazione. 

“Un giorno di apertura settimanale - commenta il sindaco - corrisponde in realtà ad una chiusura mascherata perché non assolve minimamente ai servizi della frazione che risulta priva di sportelli bancari e di qualsiasi altro servizio pubblico”. L’azienda ha deciso infatti una riduzione di orario da tre a un solo giorno di apertura al pubblico. “Lucolena é la frazione più montana del nostro territorio – prosegue Paolo Sottani - e dovrebbe avere un'apertura almeno di diciotto ore alla settimana; come si fa ad ignorare che l’ufficio postale più vicino dista a 12-17 Km dalla frazione e a non riconoscere la funzione sociale dello sportello e la necessità di mantenere lo stesso livello del servizio; ribadisco che l'ufficio postale è l'unico della frazione, non sono presenti filiali bancarie e servizi analoghi”. Su richiesta dei cittadini il sindaco grevigiano scriverà al presidente della Regione Toscana Enrico Rossi per ribadire le motivazioni a sostegno della non chiusura dell’ufficio di Lucolena.

A temere il rischio di isolamento, soprattutto per le fasce deboli della popolazione, è anche il sindaco di Barberino Val d’Elsa, Giacomo Trentanovi, pronto a sostenere l’iniziativa di protesta che i cittadini e il Consiglio di frazione di Marcialla, presieduto da Simone Lisi, hanno messo in piedi per domani, mercoledì 19 agosto dalle ore 10 in occasione della fiera annuale legata alla festa patronale in piazza Brandi. 

“Perché la politica non dà cenno di voler cambiare le cose? – si domanda il sindaco Trentanovi - perché non ascoltare una voce di protesta reale e concreta che nasce dai cittadini e dai suoi bisogni? La nostra speranza è l’ultima a morire. Non manca molto ma crediamo ci sia ancora il tempo di rivedere la questione e perché questo accada siamo convinti ci voglia una volontà politica. Abbiamo sempre mostrato apertura al dialogo e al confronto a soluzioni alternative che non si limitassero a chiusure, siamo ancora disponibili, ma non accettiamo più la sordità imbarazzante che hanno mostrato fino a questo momento la politica, le istituzioni, eccezione fatta per la Regione Toscana e il Presidente Rossi, l’unico ad essersi messo al fianco dei Comuni e a sostenere le ragioni delle comunità”.

Gli uffici postali inseriti nel piano di chiusura sono quelli di Marcialla (Barberino Val d'Elsa), San Donato in Poggio (Tavarnelle Val di Pesa) e La Romola (San Casciano Val di Pesa), mentre la riduzione di apertura interessa Lucolena (Greve in Chianti) e Vico d'Elsa (Barberino Val d'Elsa).

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