A Itaca, sede della casa editrice I Libri di Mompracem è stato presentato in anteprima il libro il cui titolo già lascia immaginare qualcosa.
Il padrone di casa il giornalista scrittore Paolo Ciampi ha conversato con l'autrice Chiara Lam Nang davanti ad un pubblico attento, parenti e amici e alla presenza di alcuni protagonisti del libro. Persone che hanno offerto le loro testimonianze di una Firenze degli anni lontani, di una vita passata e aneddoti che hanno portato l'autrice ad approfondire argomenti anche storico culturali che hanno arricchito la narrazione.
Presenti anche l'artista e cantante fiorentina Simona Bencini amica di sempre dell'autrice e il direttore de La Nuova Pippolese Frank Cusumano che ha contribuito nel libro per la parte dedicata alla banda della Pippolese.
Nell'incontro si è parlato di questo libro che racconta Firenze e la tradizione cinese approfondendo anche argomenti legati alle parentele, le abitudini e non poteva mancare anche il cibo. Due culture vissute in una coesistenza dinamica narrata attraverso l'esperienza diretta e la vita quotidiana del protagonista, il padre italo-cinese dell'autrice.
Una storia fiorentina, una storia cinese-fiorentina nel cuore di Firenze.
Un memoir familiare, storico e multiculturale ma anche una cronaca di quartiere, San Lorenzo, con tanto di carrellate su negozi e personaggi di allora che incuriosisce il lettore man mano che sfoglia le pagine. Una San Lorenzo che rappresentava l'inizio e la storia delle integrazioni.
“Si dice che ogni storia inizi da un nome e da una ragione precisa. Perchè non ci leggi questa parte del primo capitolo?” - così apre l'incontro Paolo Ciampi e prosegue sorridendo - “Prima di lasciare la parola a Chiara vorrei aggiungere che io di libri ne ho scritti e pubblicati, questo e uno dei pochi dove a un certo punto mi ci ritrovo dentro io in prima persona e nel primo capitolo”
Prosegue Paolo Ciampi - “Questo libro ha avuto un percorso abbastanza lungo per il lavoro che Chiara ha fatto e quando mi ha raccontato questa storia ero proprio deciso ad arrivare in fondo” - e aggiunge - “Io credo che un libro valga di più nella misura in cui non sai come definirlo e questo è uno dei libri che è difficile incasellare; è un memoir familiare? Però è tante altre cose, un pezzo di storia, una cronaca di quartiere e aggiungo un tassello dalla prefazione di Valentina Pedone, docente di Lingua e letteratura cinese all'Università di Firenze, che sottolinea l'importanza di questa narrazione per come unisce lingue, culture, storie diverse e come riesce a far capire attraverso una storia vissuta che non c'è bisogno di assimilazione o di una tolleranza data o accettazione che non comunica ma è importante capire che le differenze arricchiscono. E questa è una storia di arricchimento reciproco dove la cultura italiana entra in quella cinese e viceversa. Adesso però lascio la parola a Chiara”
Inizia così l’'autrice con citazione dal libro: “Il mio nome è Chiara Lam Nang. Chiara come tutte e poi Lam Nang come nessuno. Ho iniziato a scrivere questo libro per chiudere un cerchio, per elaborare il lutto della perdita di mio padre Giosuè ma anche Gioi Lam Nang italiano ma anche cinese, cinese ma anche italiano ma soprattutto terribilmente e orgogliosamente fiorentino. Ho scritto per raccontare la storia di una Cina a Firenze diversa da quella di oggi che per diversi motivi storico-culturali si è unita e amalgamata creando uno scambio e un mix di culture e tradizioni che ancora oggi vivono nelle nostre famiglie. Ho scritto questo libro affinché tutto questo non si perda nel nulla. È stata questa la spinta iniziale e ho dedicato il libro a mio figlio e ai miei nipoti” - e prosegue - “Mio nonno è stato uno dei primi pionieri cinesi ad arrivare a Firenze negli anni Trenta, ad aprire un'attività commerciale nel centro e il primo a sposare una donna fiorentina, non è proprio usuale. Mio padre italo-cinese ha vissuto nel quartiere di San Lorenzo ed e lui Il Cinese Fiorentino. Ha sempre raccontato a tutti noi le storie della sua vita nel quartiere, storie divertenti e colorite di fiorentino insieme agli amici, alle attività della Misericordia e le partecipazioni al Calcio Storico, le tradizioni fiorentine ma anche le tradizioni cinesi e la storia di mio nonno. E inoltre anche noi abbiamo vissuto la sua, la nostra multiculturalità unendo due tradizioni così diverse e così armoniosamente unite, il mah jong e le feste comandate fiorentine, senza tralasciare il cibo toscano, il cibo cinese e le ricette tosco-cinesi. Non volevo dimenticare, non volevo che si dimenticasse e desideravo tanto raccontare questa storia a tutti voi pubblico di lettori” - e prosegue - “Il Cinese Fiorentino è mio padre, un uomo che è riuscito a far coesistere e vivere in modo armonioso due culture con enorme passione e ha tramandato queste tradizioni a noi figli”
L'autrice spiega più nel dettaglio:
“Ho cominciato intervistando mio padre e scrivendo appunti Noi abbiamo tantissimi parenti sparsi nel mondo. Facciamo parte di un mosaico internazionale. E dunque ho contattato anche loro facendo domande confrontandomi e scrivendo tutto ciò che ricordavano. E poi amici fiorentini e anche estranei che comunque avevano a che fare con la Firenze degli anni Cinquanta e Sessanta. Una quantità incredibile di annotazioni di mio padre che riguardavano non solo la storia della famiglia ma anche i nomi della miriade di parenti che abbiamo. E qua si aprirebbe pure un capitolo su come i cinesi intendono le relazioni di parentela che sono molto più ampie” - e prosegue l'autrice - “Da tutti questi appunti dovevo tirar fuori una storia che fosse per tutti. Ho cominciato cercando l'inizio che poi è proprio l'incontro con Paolo dal quale nasce la convinzione di scriverla.
Ho preso questo filo invisibile che univa tutti questi appunti e seguendolo ho trovato via via la strada e ad ogni testimonianza trovavo una coincidenza o uno spunto per approfondire e parlare anche di Firenze. Ho seguito questo filo e tutto ha preso la sua forma”.
L'incontro è proseguito con letture e citazioni tratte dal libro che hanno creato un dibattito divertente con il pubblico stimolando interventi e ricordi.
Un viaggio dentro le tradizioni fiorentine ricordando anche la Pippolese che celebrava l'apertura della Festa di San Lorenzo e di tante altre e per incanto Frank Cusumano, direttore de La Nuova Pippolese, imbraccia la chitarra mentre l'artista e cantante fiorentina Simona Bencini intona Mattinata Fiorentina regalando al pubblico la magia di Firenze. Seguirà la nostra Porta un bacione a Firenze.
"Quando sono con i cinesi mi sento cinese, quando sono con gli italiani sono italiano"
Quando le identità plurali e le appartenenze non si escludono ma al contrario si rafforzano a vicenda.