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Attualità giovedì 11 maggio 2017 ore 10:10

Affitti stracciati a Boboli, in due a processo

A giudizio l'ex sovrintendente Alessandra Marino e la funzionaria Fulvia Zeuli. Chiesto un risarcimento da 3 milioni per i canoni sottocosto concessi



FIRENZE — La procura regionale della Corte dei Conti non ha ritenuto sufficienti le argomentazioni presentate dalle due funzionarie per escludere il danno contabile contestato nell'indagine che riguarda gli affitti di appartamenti demaniali di alto pregio storico-artistico e architettonico. Secondo gli inquirenti il danno erariale ammonta a quasi tre milioni di euro in quanto gli affitti sarebbero stati concessi a prezzi più bassi di quelli di mercato dal 2012 al 2016. 

A essere state citate in giudizio sono l'ex soprintendente ai beni architettonici di Firenze Alessandra Marino e la funzionaria della stessa soprintendenza Fulvia Zeuli. Le case affittate a canoni sottocosto si trovano in luoghi di alta qualità, vicino alla reggia di Palazzo Pitti, con viste esclusive sul parco-museo di Boboli, dentro le ville medicee di Castello, Poggio a Caiano e Petraia, alle ex scuderie reali di Porta Romana.

Già nel gennaio scorso, a seguito di accertamenti della guardia di finanza, la procura contabile ha inviato a Marino e a Zeuli un invito a dedurre, perché potessero difendersi dall'accusa di non aver gestito correttamente il patrimonio affidato dal Demanio ai loro uffici a Firenze. Entrambe le dirigenti hanno quindi depositato le loro deduzioni senza chiedere di essere ascoltate dal procuratore titolare delle indagini.Ma per la procura non sono sufficienti. 

Da quanto emerso,  le dirigenti avrebbero contestato le modalità di determinazione del canone da parte della guardia di finanza, che non avrebbe tenuto conto delle effettive condizioni degli immobili e delle limitazioni d'uso imposte agli affittuari rispetto alla loro inclusione in contesti monumentali.

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