Cronaca

Soldi o incendio, 4 arresti per tentata estorsione

Tre uomini sono finiti in carcere e uno ai domiciliari per una serie di episodi contro un'attività. Chiesti 2,8 milioni di euro per evitare il rogo

Foto d'archivio

O il pagamento di due milioni e 800mila euro o il negozio dato alle fiamme: è di quattro arresti per incendio e tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso il bilancio di un'indagine andata avanti per quasi due anni, vittima un'imprenditrice di origini cinesi operante a Sesto Fiorentino. I destinatari di misure cautelari sono suoi connazionali: tre di loro sono finiti in carcere, uno ai domiciliari.

Il provvedimento è stato eseguito ieri sera dalla squadra mobile della questura fiorentina e dai carabinieri sotto la regia della Direzione distrettuale antimafia della procura del capoluogo toscano. Ha coinvolto il presunto mandante delle condotte estorsive, un uomo di 39 anni, e i presunti esecutori materiali: 26, 30 e 40 anni.

L'attività investigativa, ricostruisce una nota della procura di Firenze siglata dal procuratore Rosa Volpe, è nata dopo un assalto subito dall'attività della donna da parte di cinque persone di origine orientale a colpi di machete e picconi. Gli inquirenti sono arrivati ad appurare che quel primo episodio era nato dalla pretesa del 39enne di usare il capannone in cui aveva sede il negozio della vittima, traendone vantaggio economico. 

Era il primo Agosto 2024 e da allora quello stesso sito commerciale è stato al centro di una serie di condotte delittuose. Il 23 Maggio 2025, infatti, un autocarro della società era stato incendiato. Le fiamme si propagarono a un'auto sempre della società e a un altro veicolo. La donna a quel punto sporse denuncia, riferendo anche di aver subito minacce nei confronti suoi e dei familiari

Mentre la polizia, su delega della Dda, era impegnata in indagini serrate, il 17 Giugno 2025 ecco i danni all'auto parcheggiata davanti a casa della vittima con vernice e colpi di pietra. Identificati gli autori del raid, il 26 Luglio vennero poi fermati appena prima di un nuovo assalto al negozio

Perquisizioni, raccolta di indizi ed ecco che il 23 Gennaio scorso la donna è tornata a denunciare un'ennesima richiesta estorsiva: o il pagamento di due milioni e 800mila euro, o l'incendio del negozio che era il capannone conteso.