Maxioperazione contro il contrabbando di tessuti in Toscana, fra le province di Prato e Firenze: sotto la direzione dell'ufficio di Bologna dell'Eppo (European Public Prosecutor’s Office), la guardia di finanza pratese ha posto sotto sequestro oltre 7,8 milioni di metri lineari di stoffa e più di 237mila capi d’abbigliamento importati dalla Cina in totale evasione di dazi e Iva. Valore: 11 milioni di euro. L'operazione ha visto il coinvolgimento di 5 ditte individuali condotte da persone di nazionalità cinese.
L'attività investigativa, denominata Fraus Ab Oriente, ha preso le mosse oltre un anno fa dal monitoraggio dei flussi di merci su strada, sottoponendo a controllo tir autoarticolati e telonati provenienti dall’estero e diretti verso le sedi di diversi magazzini fra le province di Firenze e Prato.
Approfondimenti e mappatura delle direttrici di traffico avevano portato già nell’autunno del 2025 a individuare un articolato sistema di imprese 'apri e chiudi', arrivando a rilevare come a capo del sistema di frode vi fosse una donna di nazionalità cinese residente a Prato, indagata anche per i reati di trasferimento fraudolento di valori e dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti.
Dalla Cina con false fatture
Le forniture di tessuti venivano importate illecitamente dalla Cina e trasportate verso i magazzini pratesi con documenti di trasporto alterati, che venivano poi distrutti una volta che la merce veniva scaricata.
Per giustificarne lo stoccaggio, venivano gli indagati ricorrevano all’uso di fatture false, riferite a un percorso commerciale simulato attraverso società estere, in particolare polacche, tedesche, maltese ed ungheresi, risultate inesistenti o inattive.
Tra Ottobre e Gennaio ecco perquisizioni e sequestri, quindi le indagini per ricostruire l'intera filiera di approvvigionamento illecito che hanno portato ad accertare l’evasione di dazi ed Iva all’importazione superiore a 4 milioni di euro.