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Stella di David come il Green Pass? Inaccettabile

Dura presa di posizione da Palazzo Vecchio e sconcerto della comunità ebraica per l'accostamento proposto ieri dai manifestanti anti-green pass

Ieri in piazza contro il Green Pass

"Inaccettabile", fonte di "indignazione profonda": così da parte di Palazzo Vecchio e della comunità ebraica si condanna l'accostamento avanzato nelle piazze di ieri contro il Green Pass da parte di alcuni manifestanti tra il passaporto sanitario Covid-19 e la stella di David. Alcuni hanno sfilato con appuntata sul petto la stella gialla a sei punte e, al centro, la scritta "No Pass". Altri imbandieravano cartelli in cui si stabiliva affinità tra la carta verde Covid e le leggi razziali discriminatorie contro gli ebrei.

E proprio da parte della comunità ebraica fiorentina arriva lo sdegno per un accostamento che fa a cozzi con una storia a cui altro non è deputato se non memoria e rispetto. Condanna assoluta da parte dell'assessore comunale al welafare Sara Funaro: "Mai avrei pensato di vedere certe immagini nella nostra città. È successo alla manifestazione a Firenze, anche nella nostra città i no-vax paragonano il Green Pass alle discriminazioni nazifasciste nei confronti degli ebrei", scrive anche attraverso i suoi canali social. 

E aggiunge: "Questo paragone è inaccettabile, offende la memoria dei nostri anziani che le leggi razziali le hanno subite sulla loro pelle e offende chi ancora oggi ogni giorno lotta perché la memoria rimanga viva e venga rispettata". Ancora, in un altro passaggio, Funaro esprime condanna verso "la superficialità e l’ignoranza di queste persone" per poi argomentare: "Durante il nazifascismo si veniva discriminati per essere nati ebrei o rom, per essere omosessuali o per essere disabili, si veniva torturati e uccisi solo per esistere. Ai no-vax il governo chiede di rispettare delle regole per la tutela della salute di tutti". 

Infine: "Imparate ad aver rispetto nei confronti dei cittadini, soprattutto dei più fragili che se contagiati rischiano la propria vita e abbiate rispetto della nostra memoria, certi simboli sono ferite ancora aperte che non accettiamo vengano strumentalizzate", conclude.