Cronaca

Sui siti truffa farmaci dimagranti e droghe

La vendita online non autorizzata è stata scoperta dai carabinieri del Nas. Le cessioni effettuate senza ricetta, portali con domini e conti esteri

Farmaci dimagranti a base di tirzepatide da iniettare in sede sottocutanea e droghe fra cui la ketamina nonché medicinali con principi attivi come il Diazepam e il Metilfenidato classificati come stupefacenti: il tutto in vendita anche senza ricetta medica su siti truffa online vestiti da regolare farmacia, anche sfruttando nel dominio nomi di esercenti reali ma del tutto ignari, con server all'estero così come i conti correnti.

A scoprire il commercio illegale sono stati, dopo la denuncia di un'azienda farmaceutica toscana che aveva trovato lì uno dei suoi prodotti offerti senza autorizzazione a circa 350 euro, i carabinieri del Nucleo antisofisticazione e sanità (Nas) di Firenze.

L'indagine, coordinata dalla procura del capoluogo toscano, ha portato al sequestro di due siti internet che pubblicizzavano illegalmente la vendita online di farmaci, anche ad azione stupefacente e soggetti dunque a prescrizione medica obbligatoria, in totale assenza di protocolli di sicurezza ed eludendo sia l'obbligo di ricetta che la supervisione sanitaria.

Uno dei due siti utilizzava indebitamente il nome commerciale ed i dati di localizzazione di una farmacia reale ma completamente estranea ai fatti. L’altro riportava nella propria “url” il nominativo di una farmacia inesistente. In questo modo, i consumatori erano indotti a ritenere di acquistare prodotti originali da farmacie italiane.

E invece no: "I siti truffa - spiegano i carabinieri del Nas in una nota - risultavano creati artatamente, mediante registrazioni con sim straniere, su domini di Pakistan e Lituania e con server allocati negli Usa, così come rimandava ad un conto acceso all’estero l’Iban indicato in rete per effettuare i pagamenti dei farmaci acquistati".

I reati individuati nell'ambito dell'attività investigativa sono quelli di uso di segni distintivi di prodotti industriali, introduzione nello Stato di prodotti con segni falsi, frode in commercio, commercializzazione di prodotti privi dell’autorizzazione all’immissione in commercio.

Il sequestro preventivo è stato emesso per scongiurare gli ipotetici danni per la salute pubblica. Ora le indagini proseguono per identificare i gestori dei siti e risalire al loro volume d’affari.