Nel giorno dell'ultimo saluto, anche Firenze si è stretta nel dolore per la morte di Lorena Isceri, la donna di 45 anni uccisa sul viadotto dell'A1 a Barberino di Mugello dall'ex compagno che poi si è a sua volta tolto la vita.
In concomitanza con i funerali della 45enne celebrati oggi a Squinzano, in provincia di Bari, alle 17 in punto sull'Arengario di Palazzo Vecchio si è tenuto un minuto di raccoglimento che ha riunito istituzioni e cittadini. Presenti anche la sindaca Sara Funaro e l'assessora alle Pari opportunità Benedetta Albanese con il Gonfalone della città.
Da tempo Lorena viveva e lavorava a Firenze. Proprio nel capoluogo toscano, la sera di domenica 6 Settembre si è svolta una fiaccolata con presidio in memoria in sua memoria, a cui ha preso parte anche la madre della 45enne. Questa sera, alle 21, alcuni dei luoghi simbolo della città saranno illuminati di rosso: tra questi le porte storiche, il David di Michelangelo e il loggiato del Museo Novecento.
“Oggi Firenze saluta Lorena e si stringe alla sua famiglia. Lo fa nel silenzio delle chiarine, nel suono delle campane della Cattedrale di Santa Maria del Fiore per cui voglio ringraziare l’Arcivescovo Gambelli e nella luce rossa dei suoi luoghi simbolo – dichiara la sindaca Sara Funaro in una nota del Comune di Firenze - Lorena viveva a Firenze, questa era la città che aveva scelto e che oggi è profondamente ferita. Un dolore che è anche rabbia e che deve diventare responsabilità. Perché ogni femminicidio ci riguarda e ci chiama in causa come comunità. Non possiamo accettare che una donna venga uccisa perché un uomo non accetta la sua libertà. Dobbiamo continuare a lavorare per prevenire la violenza, sostenere le donne che chiedono aiuto e cambiare la cultura che ancora la alimenta. Oggi il nostro pensiero va a Lorena e alla sua famiglia. Firenze si ferma per ricordarla, ma non si deve fermare il nostro impegno per contrastare la violenza in tutte le sue forme".