Basta vite precarie e rivendicazione della loro (buona) occupazione: mattinata di protesta, ieri, per i lavoratori precari dei musei e per i loro colleghi in appalto che hanno scioperato a Firenze e dato vita a un presidio davanti agli Uffizi in una mobilitazione proclamata da Usb Firenze e Sudd Cobas insieme a Workers in Florence e Mi Riconosci.
"Nei musei di Firenze, dopo che i precari sono stati lasciati a casa, i lavoratori assunti da CoopCulture subiscono condizioni insostenibili: pause pranzo negate, monte ore contrattuale non rispettato, problemi di salute e sicurezza e sede di lavoro cambiata arbitrariamente", affermano i rappresentanti sindacali in una nota firmata da Sarah Caudiero per Sudd Cobas e Mario Carluccio per Usb Firenze.
Secondo quanto ricostruito dai due esponenti dei sindacati, il tavolo in prefettura avrebbe visto la parte datoriale in posizione di chiusura rispetto alle richieste dei lavoratori. I 'precari storici', intanto, sono a casa dallo scorso Ottobre.
E allora ecco il perché della mobilitazione di ieri: "I servizi sono peggiorati, attese infinite per gli ingressi anche in bassa stagione. La soluzione c'è: assumere il personale lasciato a casa e far lavorare tutti i lavoratori e lavoratrici dignitosamente, rispettando orari e pause", scrivono Caudiero e Carluccio.
"La Direzione Nazionale Musei Regionali ha aperto alla reintegrazione dei precari storici, ma per ora sono solo promesse", proseguono chiedendo l'apertura di un tavolo regionale con l'unità di crisi della Regione che porti la vertenza a soluzione.