Una storia commovente, fatta soprattutto di grande dignità. È quella di Lidia, scomparsa a 81 anni e che ha trascorso il suo ultimo tratto di strada nel centro "Luca Misuri", struttura aperta dal 2015 come centro di accoglienza gestito dalla cooperativa Il Girasole in convenzione con il Comune di Firenze.
Qui, dove vivono famiglie in difficoltà, padri soli, madri sole, persone senza fissa dimora, migranti e rifugiati politici, Lidia ha vissuto un anno, al termine di una vita ricca di esperienze. Negli anni Sessanta frequentava gli ambienti artistici, parlava di pittura con la competenza di chi ne conosceva i segreti e, per un periodo, aveva espresso il suo talento sul palco del Teatro Stabile di Torino e sui set cinematografici. Finita quella stagione, Lidia aveva saputo reinventarsi, fondando un'agenzia immobiliare. Per decenni ha venduto case, aiutando le persone a trovare sicurezza, stabilità e futuro.
Poi la vita ha cambiato direzione. Le difficoltà economiche si sono intrecciate a vicende familiari complesse e a una solitudine sempre più profonda. Nel giro di qualche anno, Lidia si è ritrovata senza la sua agenzia e senza un luogo da poter chiamare casa. Così, a 79 anni, è arrivata al centro: accanto a mamme, papà soli e persone con passati complessi, ha trovato una nuova famiglia.
"Per se stessa Lidia ha chiesto, fino all'ultimo, la libertà - ha raccontato Massimo Giussani Sarcone, direttore del centro - voleva restare qui e rifiutava l'idea di una Rsa. E gli operatori le sono stati vicini, accompagnandola con delicatezza nel suo percorso sanitario e rispettando il suo bisogno di autonomia. Guardava gli ospiti chiacchierare e divertirsi. In quella serenità semplice e condivisa, ha ritrovato qualcosa di familiare. È stato in ricordo di questo che ha deciso il suo ultimo gesto prima di morire".
Lidia, infatti, ha deciso di destinare una parte dei suoi risparmi per offrire una cena a tutta la struttura, oltre a donare al centro tutte le sue fotografie. La festa si terrà il prossimo 1° Luglio, con tanto di uno spazio per i bambini, musica per gli adulti e la cena per tutti, offerta da Lidia. "Non sarà un evento formale, ma l'invito a cena di Lidia - ha concluso Giussani - un modo per stare insieme, per ringraziare e per ricordare che ogni storia merita di essere ascoltata e rispettata".