Cronaca

E' morto il fisico Francesco Romanelli

Originario di Firenze, dal Giugno 2021 era alla guida del Consorzio Divertor Tokamak Test. Il cordoglio del centro Enea

Francesco Romanelli

Il mondo della scienza piange la scomparsa del fisico Francesco Romanelli, presidente del Consorzio Dtt (Divertor Tokamak Test), figura di riferimento a livello nazionale e internazionale nel campo della fusione nucleare.

Originario di Firenze, dal Giugno 2021 era alla guida del Consorzio per la costruzione del Dtt al il centro Enea di Frascati, uno dei progetti scientifici più ambiziosi per lo sviluppo dell’energia da fusione a livello globale. 

Proprio il centro Enea, attraverso una nota, ha espresso parole di cordoglio e vicinanza alla famiglia, ai colleghi e a tutta la comunità scientifica.

Fisico di grande esperienza e spessore, Francesco Romanelli ha dedicato oltre quarant’anni alla ricerca sulla fusione nucleare, contribuendo in modo determinante allo sviluppo della fisica del confinamento magnetico. Dal 1996 al 2006 ha diretto le attività ENEA in questo ambito, rafforzando il ruolo dell’Agenzia nei principali programmi di ricerca internazionali. Nel 2006 è stato nominato Leader del JET (Joint European Torus), il più grande esperimento di fusione magnetica al mondo.

Dal 2015 era professore di Fisica dell’Energia Nucleare presso l’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”, dove ha continuato a formare nuove generazioni di ricercatori, contribuendo alla crescita della comunità scientifica nazionale. Coautore di oltre 1.000 lavori su riviste scientifiche, Romanelli è stato inoltre editor in chief della rivista scientifica internazionale Nuclear Fusion, punto di riferimento per tutta la comunità scientifica del settore.

“Con Francesco Romanelli perdiamo uno scienziato di altissimo profilo e un protagonista della ricerca sulla fusione a livello internazionale - commenta la Presidente Enea Francesca Mariotti - La sua visione, il rigore scientifico e la capacità di costruire collaborazioni tra istituzioni e industria hanno impresso al progetto DTT lo slancio di un’infrastruttura strategica per il futuro energetico del Paese e hanno contribuito in modo determinante al rafforzamento del ruolo dell’Italia nei grandi programmi internazionali. La sua eredità scientifica e umana è un punto di riferimento per tutta la comunità della ricerca e rappresenta inoltre un patrimonio di grande valore che continuerà a vivere nel lavoro di ricercatori, docenti e studenti che ne raccoglieranno l’eredità intellettuale e morale”.