Lavoro

Tavolo regionale per lo storico calzaturificio in crisi

Cinquant'anni di attività, due stabilimenti in Toscana e ora le difficoltà. Un summit per predisporre il rilancio e salvare la realtà produttiva

Un tavolo regionale sulla crisi del Nuovo Calzaturificio Farida, marchio storico con oltre 50 anni di attività, il principale stabilimento di produzione a Chiusi nel Senese e un’unità produttiva a Scandicci: si è svolto ieri a Firenze il summit convocato in Regione da Valerio Fabiani, consigliere per le crisi aziendali del presidente Eugenio Giani

Con l’azienda, erano presenti le organizzazioni sindacali e il sindaco di Chiusi, Gianluca Sonnini. Alla base della convocazione l’iniziativa di Farida, una vera eccellenza nel panorama dei calzaturifici non solo toscani e che, al pari di altre realtà comunque legate al comparto moda, si misura con le difficoltà della crisi che coinvolge abbigliamento, tessile e appunto il calzaturiero.

Il Nuovo Calzaturificio ha per tempo avvertito organizzazioni sindacali e istituzioni delle difficoltà in corso. “Inizia oggi a questo tavolo un percorso di collaborazione con le istituzioni, all’insegna della prevenzione della crisi e a difesa del nostro sistema produttivo, che in questo caso è una parte importante del made in Italy", ha detto Fabiani. 

"Ci siamo volentieri messi a disposizione per accompagnare il Nuovo Calzaturificio nella gestione delle criticità con l’obiettivo di predisporne il rilancio. Farida paga regolarmente gli stipendi – ha sottolineato - e stiamo parlando di un’eccellenza vera, che lavora ai massimi livelli con i grandi marchi del lusso. Siamo tutti impegnati a trovare una soluzione per difendere un pezzo storico del nostro tessuto produttivo e delle sue stesse maestranze”.