Chi desidera sostituire un vecchio impianto di riscaldamento con un sistema più moderno ed efficiente, potrebbe trovare nei prossimi anni nuove opportunità grazie alle politiche europee per la transizione energetica.
È notizia recente infatti che la Commissione Europea ha consentito di destinare nuove risorse agli interventi legati alla riduzione della dipendenza dai combustibili fossili. Per l’Italia, nel periodo compreso tra il 2026 e il 2028, lo spazio finanziario potenzialmente disponibile potrebbe raggiungere complessivamente circa 14,4 miliardi di euro.
Tra gli interventi che potrebbero beneficiare di queste risorse rientra anche la sostituzione delle tradizionali caldaie alimentate da combustibili fossili con alternative più sostenibili, tra cui le pompe di calore. Questa tecnologia si è evoluta rapidamente negli ultimi anni: accanto ai sistemi tradizionali, infatti, troviamo oggi soluzioni innovative, le pompe di calore di Samsung, capaci di combinare riscaldamento, raffrescamento, produzione di acqua calda sanitaria e gestione intelligente dei consumi.
Pompe di calore: perché sono sempre più centrali
Il crescente interesse nei confronti delle pompe di calore non si lega esclusivamente alle nuove politiche europee. Questi sistemi rappresentano oggi una delle principali alternative agli impianti di riscaldamento tradizionali, grazie alla capacità di sfruttare l’energia disponibile nell’ambiente esterno e trasferirla all’interno utilizzando l’elettricità.
Parliamo di soluzioni che possono essere utilizzate non solo per riscaldare gli ambienti,ma anche per raffrescare e produrre acqua calda sanitaria, concentrando più funzioni insieme. I modelli più evoluti puntano inoltre a rendere l’impianto sempre più efficiente e semplice da gestire.
Alcuni integrano nell’unità interna i principali componenti idraulici, consentendo di ottimizzare gli spazi e semplificare l’installazione. Altri possono invece dialogare con un impianto fotovoltaico, utilizzando l’energia elettrica prodotta direttamente dall’abitazione e favorendo così un maggiore autoconsumo.
La pompa di calore diventa così parte di un sistema energetico domestico più ampio, nel quale comfort, efficienza e utilizzo delle fonti rinnovabili possono lavorare insieme.
Pompe di calore: i modelli più diffusi
Tra le soluzioni più diffuse in ambito domestico ci sono le pompe di calore aria-aria, che prelevano calore dall’aria esterna e lo trasferiscono direttamente agli ambienti interni.
Molto popolari sono anche le pompe di calore aria-acqua, che utilizzano invece l’energia presente nell’aria esterna per riscaldare l’acqua destinata all’impianto domestico. In questa categoria rientrano le configurazioni monoblocco (il circuito frigorifero è concentrato nell’unità esterna) e split, composte da un’unità esterna e una interna collegate tra loro.
Esistono poi le pompe di calore geotermiche, che recuperano energia dal terreno e quelle acqua-acqua, che sfruttano una sorgente idrica. Sono però tecnologie che richiedono condizioni specifiche e interventi di installazione più complessi.
Quando conviene scegliere una pompa di calore?
Una pompa di calore può risultare particolarmente interessante in edifici ben isolati, nelle nuove costruzioni e nelle riqualificazioni energetiche, soprattutto in presenza di sistemi a bassa temperatura, come il riscaldamento a pavimento.
Un altro abbinamento interessante è quello con un impianto fotovoltaico: parte dell’elettricità necessaria al funzionamento della pompa di calore può infatti essere prodotta direttamente dall’abitazione, aumentando l’autoconsumo e riducendo il prelievo di energia dalla rete.
I modelli più recenti consentono inoltre di valutare l’installazione anche negli edifici esistenti, compresi quelli dotati di impianti che richiedono temperature di mandata più elevate. In questi casi è importante analizzare preventivamente isolamento dell’edificio, dispersioni termiche, terminali presenti e potenza necessaria, così da scegliere la soluzione più adatta alle caratteristiche reali dell’abitazione.