Attualità

Le chiavi di Firenze al produttore Jean Louis Livi

Livi, nipote di Yves Montand, è originario di Monsummano e lasciò l'Italia quando i fascisti bruciarono il negozio del suo bisnonno

Consegnate a Palazzo Vecchio le Chiavi della Città al produttore cinematografico francese Jean-Louis Livi. “Uno dei grandi produttori di cinema - si legge nelle motivazioni - capace di offrirci al fianco di talentuosi registi uno spaccato della varietà e ricchezza della settima arte d’oltralpe. Per Firenze e il festival «France Odeon» un amico speciale”.

Livi è uno più assidui frequentatori del festival di cinema francese di Firenze già dai tempi di France Cinéma. Vi ha partecipato con i film da lui prodotti, tra i quali ricordiamo Aimer, boire et chanter di Alain Resnais, Henri di Yolande Moreau et Camille redouble di Noémie Lvovsky.

La sua famiglia, originaria di Monsummano, lasciò l’Italia negli anni Venti dopo che le squadre fasciste diedero alle fiamme il laboratorio artigianale del suo bisnonno e si trasferì a Marsiglia, da dove ripartirono le speranze del padre e dello zio Ivo Livi (Yves Montand) per un nuovo futuro. 

“Pagine tristi quelle che hanno determinato la fuga dall'Italia di tante intelligenze - ha sottolineato la vicesindaca Cristina Giachi nel suo saluto - che fanno molto riflettere su quanti ingegni e quante creatività, a causa delle persecuzioni fasciste, abbiano dovuto abbandonare il nostro Paese. Questa vicenda, però, offre anche ragioni di speranza. Da quelle persecuzioni nascono il radicamento di questa famiglia in Francia, la figura di Yves Montand e questa storia di passione e di legame con Firenze, con Jean-Louis Livi che porta qua il cinema francese facenfidi nuovamente cittadino di Firenze. Una pagina che dunque racconta della nostra capacità di riscrivere nella storia, a partire dallo scempio fascista e attraverso la cultura, pagine di bellezza e pienezza di vita”.