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Movida, dal sindaco per chiedere una rivoluzione

Le aspettative dei residenti sono alte ed al tavolo hanno portato mesi di segnalazioni e proteste per la gestione della vivibilità notturna

Le porte di Palazzo Vecchio si sono aperte per accogliere un vertice sulla Movida in Oltrarno. Il sindaco Dario Nardella, il questore Filippo Santarelli, il priore di Santo Spirito, commercianti e residenti si sono riuniti allo stesso tavolo ed hanno affrontato il fenomeno alla fine dell'estate.

"Le scalinate ed il sagrato devono essere interdetti" è la prima richiesta. Così i residenti di Santo Spirito hanno rivolto al sindaco di Firenze un nuovo appello per la tutela del rione presentando un piano di riqualificazione "La piazza e la basilica sono state assediate da mesi di deriva alcolica e consumo di stupefacenti, con facciate deturpate e palazzi sfregiati. Regna la paura in un assedio continuo. L'equilibrio è stato compromesso" ha sottolineato Camilla Speranza del Comitato dei residenti di Santo Spirito in prima linea contro gli effetti della Movida. "Il fenomeno non ha alcun meccanismo di autocontenimento - hanno sottolineato gli abitanti - si tollerano feste continue a base di alcol e droghe con il rigetto delle regole mentre le forze dell'ordine sono presenti in qualità di spettatori. Chiediamo il divieto di vendita e consumo di alcol al di fuori dei locali. Siamo e saremo le sentinelle di Santo Spirito. In una comunità tutti devono contribuire anche rimettendoci ma fino ad ora gli unici a rimetterci qualcosa siamo stati noi".

Nel corso dei mesi estivi Palazzo Vecchio è intervenuto a suon di ordinanze mettendo mano agli orari di apertura dei locali, alle regole sulla vendita degli alcolici e coordinando un servizio di bagni pubblici ad apertura gratuita e prolungata offerta dagli esercenti. Sempre in estate è stato effettuato un intervento di potenziamento dell'illuminazione del sagrato con l'obiettivo di creare un deterrente mentre i residenti hanno lamentato un peggioramento dovuto alla creazione di uno spazio illuminato a giorno fino a tarda notte.

La risposta dei residenti è stata una raccolta firme, seguita da numerose segnalazioni sullo stato di degrado, dagli schiamazzi all'uso delle cantonate come orinatoi alla presenza di bottiglie lanciate e spaccate sul sagrato e sulle facciate dei palazzi. Varie le forme di protesta adottate dai residenti con flash mob e presidi fin sotto a Palazzo Vecchio. L'estate è finita con un quaderno pieno di doglianze.