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Montella non piace più ed è il momento dei ricordi

Oggi per i tifosi sarebbe un errore trattenere Vincenzo Montella, la prima delusione di Rocco Commisso oppure l'ultima di Andrea Della Valle

L'allenatore della Fiorentina ed i tifosi gigliati appaiono oggi molto distanti, la sconfitta contro il Lecce è stata accompagnata dai fischi e le parole del tecnico che ha difeso la squadra esponendo la visione di una gara dal risultato ingiusto, non sono state gradite. Si attendevano un "mea culpa" che avrebbe preannunciato una uscita dalle scene.

Tra chi fa il nome di "ringhio" Gattuso e chi sogna il ritorno di Prandelli, non proprio lo stesso profilo di tecnici, il ruolo di Montella oggi appare quello di un allenatore a metà tra l'ultima delusione della proprietà Della Valle e la prima del nuovo ciclo aperto da Commisso. C'era chi si aspettava una ventata di cambiamento già in estate ma il neo patron ha deciso di dare fiducia all'aeroplanino con una immagine dei due negli Stati Uniti che ha suggellato la nascita di un nuovo patto.

Il cambio in corsa non sarebbe una novità nella storia della Fiorentina che però ha saputo distinguersi negli anni per pacatezza negli avvicendamenti rispetto a proprietà dalle facili alternative. Dare un segnale di rottura ed affidare una giovane squadra ad un tecnico carismatico in grado di incentivare i singoli, oppure affidarsi ad una guida paterna capace di gestire un gruppo? Già, perché oltre a chi ci mette la faccia in panchina, ci sono poi i giocatori e quelli li cambi a gennaio o mai più.

C'è poi una valutazione economica, Commisso ha iniziato ad investire su una programmazione a lungo termine con la realizzazione del nuovo centro sportivo a Bagno a Ripoli, volendo dimenticare per un attimo la questione del nuovo stadio. In un momento delicato, il primo della nuova gestione, conviene più rispondere alle richieste della piazza oppure imporre una propria linea?