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Parto ad alto rischio, salvi mamma e neonato

Entrambi rischiavano la vita per la placenta previa diagnosticata alla donna. Dopo l'intervento il piccolo è nato sano di due chili e mezzo

La donna, una 42enne, è potuta tornare a casa con il suo terzogenito, dato alla luce senza complicazioni nonostante il quadro di partenza fosse decisamente complicato. Alla donna, infatti, era stato diagnosticato un impianto placentare anomalo: la placenta era localizzata infatti nella parte inferiore dell’utero e stava penetrando anche gli organi intorno come la vescica. La placenta previa, questo il nome della patologia, è un fattore ad alto rischio di morbilità e mortalità. 

A dare notizia del riuscito intervento è stata  Paola Del Carlo, direttore del reparto di ostetricia e ginecologia dell’ospedale di Torregalli. L’intervento è stato possibile grazie alla elevata specificità della sala parto dell'ospedale San Giovanni di Dio e del centro nascita anche nella gestione e trattamento delle patologie ostetriche e ginecologiche ad alto rischio emorragico.

La presenza di una sala ibrida chirurgica e radiologica, la disponibilità di un Point of care per lo studio immediato dell’assetto coagulativo, oltre all’attivazione dei radiologi interventisti che sono intervenuti da Careggi, spiega una nota della Asl, hanno permesso il parto. 

L’intervento, che era stato accuratamente preparato, ha spiegato la dottoressa Del Carlo, ha evitato anche l’asportazione dell’utero grazie ad un trattamento alternativo con il quale sono state embolizzate le arterie uterine così da realizzare una occlusione profilattica pre-parto nella donna che aveva avuto due pregressi tagli cesarei. Il bambino è nato di due chili e mezzo ed è perfettamente sano.