Attualità

Inaugura la XXXII edizione di Artigianato e Palazzo

Taglio del nastro con la sindaca Sara Funaro e il presidente della regione Eugenio Giani. Intervista alla vincitrice del premio del Comitato promotore

Tradizionale taglio del nastro alla XXXII edizione di Artigianato e Palazzo 2026 al giardino Corsini e fotografia davanti ad una delle 25 sculture di Michel Vecchi “Bosco sonoro” che rappresentano una delle novità della mostra di quest'anno insieme al percorso immersivo “Linfa la filosofia dello stupore” di Jonathan Bocca.

Sono 100 gli artigiani e giovani designer presenti quest’anno – dalla ceramica al tessile, dal legno alla lavorazione dei metalli, dal restauro alla decorazione – accanto a installazioni, mostre tematiche e appuntamenti dedicati alla cultura contemporanea.

Nel corso della cerimonia inaugurale sono stati assegnati:

il Premio del Comitato Promotore allo stand più curato, che darà l’opportunità al vincitore di uno spazio omaggio alla Mostra 2027. Lo hanno ricevuto: La Guardaroba Firenze di Poiret Masse, ceramista 1° premio, Clementina Brescianino, macramè 2° premio e Filistrucchi, trucco e parrucco 3° Premio

il Premio “Eccellenza Italiana” di EGGroup Italy è andato a Intreccio Vivo.

E proprio con Poiret Masse ceramista californiana che vive a Firenze dal 2105 e che ha vinto il primo premio con il suo brand “La Guardaroba”, andiamo a fare due chiacchiere partendo innanzitutto dall'inusuale nome del brand che porterebbe il pensiero a mobili e restauro:

“La Guardaroba Firenze è un ripostiglio dove poter arricchire il proprio inventario personale con ceramiche uniche ed essendo appassionata del patrimonio artistico di Firenze ho voluto dare questo nome al mio brand. La Guardaroba. Ai tempi dei Medici la parola Guardaroba non indicava semplicemente un mobile ma un vero e proprio ufficio amministrativo e uno spazio non solo per custodire vestiti ma anche il patrimonio mobiliare, oggetti della quotidianità e le collezioni preziose della famiglia. Era un vero ufficio per la gestione e amministrazione di tutti i beni dei Medici”

Raccontaci di te e dell'evoluzione della tua arte:

“Faccio ceramica al tornio che sono fantasiose e funzionali e possono ispirare l’utente a giocare e trovare utilizzi personali. Ho studiato all'università di Siena restauro e ho fatto esperienza con Beatrice Cuniberti. Stavo seguendo il restauro carta e poi ho incontrato e scoperto la pittrice settecentesca Violante Siriès Cerroti per la quale ho seguito un progetto di restauro nella chiesa di Santa Maria Maddalena dei Pazzi nel 2015, quando sono arrivata stavano già lavorando a questo progetto”

Un'appassionata di arte, restauro e storia. Come mai hai scelto la ceramica e perché le tue creazioni sono in ceramica bianca?

“Bella domanda. Io ho studiato in una scuola che insegna la maiolica. Ho imparato il tornio che mi ha assorbito di più. Ho provato altre tecniche ma il tornio mi ha appassionata. Ho imparato all’Associazione Ceramiche a Montughi. All'inizio smaltavo i miei oggetti in bianco perchè ero troppo occupata con il tornio e mi preoccupavo e interessavo più alle forme che creavo dando veramente importanza all'espressione della forma stessa. Poi ovviamente ho seguito anche la maestra di decorazioni Nicoletta Malavoglia imparando l'arte della decorazione in Italia ma sono rimasta legata alle forme e al bianco delle ceramiche che mi affascina. Mi ispiro ai nastri che utilizzo in varie opere realizzate e che chiamo “Flourish”.