Attualità

"Nell'Hub dei bus nemmeno i numeri delle pensiline"

La biglietteria? Chiusa. La sala d'attesa? Sbarrata. I bagni? Sigillati. Però ci sono buche e bici abbandonate. Il reportage di un lettore-utente

L'Hub Vittorio Veneto

Nell'Hub Vittorio Veneto dei pullman nemmeno i numeri delle pensiline per avere una vaga idea di dove attendere il proprio bus. Sì perché per attendere la sala d'attesa non è accessibile: chiusa. Guai ad aver bisogno del bagno: chiuso pure quello, con tanto di nastro adesivo a definitivo sigillo.

Il reportage da quello che sembra il regno della surrealtà arriva da un utente che è anche un lettore di QUInews Firenze, consegnato anche a un post sui social. Lui è Franco Bonciani, e da qualche tempo sta sperimentando "l'ebbrezza di usare i trasporti pubblici, in particolare quelli sui pullman di Autolinee Toscane, per andare a lavoro". 

Lui la definisce "esperienza entusiasmante", e in effetti a sentire la sua cronaca di un'ordinario mattino di viaggio c'è di che comprenderlo. 

"Arrivo al cosiddetto Hub Vittorio Veneto (usare una parola tipo Scalo o Stazione o altra espressione in italiano non faceva figo) e trovo: una biglietteria chiusa da almeno un mese, sostituita da una macchinetta sulla quale è possibile solo fare biglietti, non abbonamenti o altro di simile, non informazioni, ovviamente".

Fatto il biglietto, si aspetta. Sì ma dove? "Una, chiamiamola così, sala d’attesa anche questa chiusa, particolare non banale in un luogo dove chi deve aspettare di partire non ha a disposizione non dico un comodo divano, ma neppure una umile panchina. Non parliamo di pensiline, a Firenze non si può. In compenso nella sala di attesa stamattina c’era una bici da corsa comoda, riparata e sicura". Beh ameno a qualcosa serve... 

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Meglio andare ad accogliere il mezzo direttamente alla pensilina a cui arriverà. Sì ma quale? "Le varie piattaforme (7 o 8 o 10, non è chiaro quante siano) non sono numerate, per avere un’idea vaga di dove partirà quel pullman".

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In compenso: "In una di queste c’è una splendida buca".

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Un salto al bagno prima di affrontare il viaggio, non si sa mai. Sì ma è chiuso! "I servizi igienici non sono utilizzabili, ogni commento è superfluo", taglia corto Bonciani.

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Già che il destino è quello di stare penzoloni sui marciapiedi, c'è tutto il tempo per fare una riflessione: "Non so come sia stata prevista la gara di appalto per il trasporto pubblico - è quella del nostro lettore e utente dei bus Franco Bonciani - ma si dovrebbe verificare. Non so chi debba controllare che tutto funzioni con un minimo di decenza, sia l’allestimento della stazione sia il decoro complessivo ed il suo funzionamento. Ma si dovrebbe verificare". 

"Ora, non vorrei passare per uno schizzinoso che si aspetta che tutto funzioni come in Giappone, Sud Corea, Singapore e Cina, wc inclusi, ma visto che la gestione del trasporto pubblico su gomma la paghiamo noi con notevoli contributi di Regione e magari altri, sarebbe il caso che ognuno si ponesse qualche domanda. Fornisse risposte. Si assumesse responsabilità, senza rimpalli. Tipo la Soprintendenza! Il terremoto! Le cavallette!" No giù: anche terremoto e cavallette no eh.