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Hotel in Costa San Giorgio, superate le 400 firme

Raggiunto il traguardo delle 400 firme per la richiesta di un laboratorio partecipato sul progetto edilizio di un nuovo albergo in Costa San Giorgio

La soglia delle 400 firme necessarie al “Laboratorio Belvedere” è stata superata, lo ha annunciato l'associazione Idra.

"Come ha detto il direttore degli Uffizi Eike Schmidt: intervenire sulla collina che alimenta le sorgenti del giardino rinascimentale fra i più celebri del pianeta può rappresentare un fattore di rischio serio" è quanto sottolineato da Idra che ha raccolto le firme per attivare la partecipazione per il progetto che interessa l’ex convento di S. Girolamo e S. Francesco in Costa San Giorgio già Scuola di Sanità militare, Caserma Vittorio Veneto.

"Più di 400 cittadini residenti in Oltrarno hanno maturato con nome, cognome e documento di identità il diritto alla partecipazione. Fra le personalità di rilievo che hanno sottoscritto il progetto “Laboratorio Belvedere”, Giovanni Pallanti, giornalista e scrittore, Massimo Listri, fotografo, Adele Seniori Costantini, medico epidemiologo. A fianco, numerose le firme di fiorentini non residenti nel quartiere, come Olivia Turchi, attiva nell’antiquaria Via Maggio, Marco Geddes da Filicaja, già assessore alla Sanità e servizi sociali a Palazzo Vecchio, Ubaldo Nannucci, già procuratore della Repubblica di Firenze. Verranno consegnate anch’esse all’Autorità regionale per la garanzia e la promozione della partecipazione, ad attestare la vigilanza che i cittadini tutti stanno esercitando su un procedimento urbanistico che non è stato sottoposto né a un dibattito pubblico né a Valutazione Ambientale Strategica. Un procedimento che tuttavia è fortunatamente sospeso fra la fase dell’adozione e quella dell’approvazione della variante urbanistica dedicata all’ex Scuola di Sanità militare".

"Adesso tocca alla Giunta di Palazzo Vecchio intervenire nel processo partecipativo. La Regione Toscana ha autorizzato, del resto, il percorso di ascolto proposto da Idra e dalla cittadinanza attiva fiorentina prevedendo l’erogazione delle risorse necessarie allo svolgimento del progetto. Conseguenze gravi e irreversibili potrebbero derivare dall’ennesima monocultura turistica, programmata per giunta in uno dei quadranti idrogeologicamente più fragili e delicati della città Unesco. E’ questo infatti il cuore del problema: non il collegamento dell’albergo con Pitti e Belvedere, che si pretende tramontato e che è stato invece solo accantonato nella variante adottata a Giugno dell’anno scorso e rinviato a un futuro ‘apposito atto separato’ (Relazione Urbanistica, pag. 23). Ben più gravi e definitivi sarebbero infatti gli impatti degli scavi, nel ‘Poggio delle Rovinate’, sull’approvvigionamento idrico di fonti, fontane e vasche di Boboli, come il direttore Schmidt giustamente paventa" ha concluso l'associazione.