Attualità

Braccio di ferro Boboli sul biglietto ai residenti

I cittadini contestano la decisione di imporre un ticket nei fine settimana anche ai fiorentini, e il caso ora rischia di arrivare in parlamento

Uno scorcio del Giardino di Boboli

E' braccio di ferro sulla decisione di imporre prenotazione obbligatoria e 3 euro per l'ingresso al giardino di Boboli anche ai fiorentini residenti nel fine settimana. I cittadini protestano, anche con un presidio organizzato ieri pomeriggio dall'associazione Giardino dell'Ardiglione in via Romana, all'entrata Annalena.

Al loro fianco si schiera la politica, con il consigliere comunale del Pd Marco Rufilli che annuncia di aver scritto una lettera al direttore delle Gallerie degli Uffizi Eike Schmidt per chiedere di rivedere la scelta e sollevare i fiorentini dal pagamento dell'ingresso: Il direttore e il suo staff si sono mostrati subito disponibili, come sempre, prendendosi subito in carico la mia richiesta", afferma.

"Tre euro e prenotazione obbligatoria con 24 ore di anticipo per accedere al Giardino di Boboli il sabato e la domenica sono una scelta che non condivido e che deve essere subito ripensata”, dichiara il consigliere comunale del Movimento 5 Stelle Lorenzo Masi. “Chiederò un intervento del Comune - annuncia - affinché ci sia un confronto col governo per ritirare il decreto. A riguardo presenterò una domanda d’attualità nel prossimo Consiglio comunale per conoscere le intenzioni dell’amministrazione comunale”.

Annunciano la presentazione di una risoluzione i consiglieri comunali di Fratelli d'Italia Jacopo Cellai e Alessandro Draghi: “Boboli deve rimanere gratuita per i fiorentini”, concordano. "Chiedere l’obolo è quanto di più assurdo si possa pensare", aggiungono.

Ma ora il caso rischia di arrivare anche in parlamento. E' la deputata Rosa Maria Di Giorgi ad annunciare la volontà di presentare un'interrogazione: "Da sempre il Giardino di Boboli rappresenta per i fiorentini, in particolare per gli abitanti dell'Oltrarno, non solo uno straordinario museo a cielo aperto, ma anche un polmone verde, in un'area che, per altro, ne è generalmente poco fornita. Nonostante i problemi oggettivi legati allo status del Giardino - afferma - negli anni scorsi siamo sempre riusciti a trovare una soluzione che permettesse ai fiorentini di godere di quello che sentono come un loro parco urbano".

"Siamo consapevoli delle difficoltà ulteriori generate dalla pandemia - spiega ancora l'onorevole Di Giorgi - ma credo che vada cercato il modo per conservare questa tradizione. Per questo, anche dopo aver incontrato nei giorni scorsi i cittadini del Quartiere ed ascoltato le loro ragioni, presenterò un'interrogazione parlamentare al fine di lavorare per trovare un metodo che permetta sia la salvaguardia del bene ambientale, sia il mantenimento delle misure di sicurezza generate dalla pandemia, sia il diritto dei cittadini di godersi la frescura di Boboli".