Ai Colloqui dell'economia l'intervista pubblica con Francesco Macrì, presidente di Leonardo dal maggio scorso, presidente esecutivo di Estra per il settore energetico, presidente ITS Energia e Ambiente della Toscana e coordinatore ITS.
Apre Massimo Manetti presidente della Camera di Commercio con i saluti e segue l’intervento del segretario generale Giuseppe Salvini sulle criticità e opportunità dell'economia fiorentina; il fabbisogno occupazionale, le posizioni potenziali che le aziende richiedono e i percorsi ITS post diploma di specializzazione; Il primato del farmaceutico e della pelletteria; Firenze nel 2025 come prima provincia italiana per crescita percentuale dell’export e seconda per valore assoluto di vendite all'estero ma messa a dura prova dalla situazione geopolitica; il problema del climate changing con un'estate da bollino rosso.
Si apre di seguito l'intervento di Francesco Macrì che ha subito ribadito l'importanza della autonomia energetica:
“Occorre diversificare fonti e approvvigionamenti, aumentare la produzione interna, investire nelle rinnovabili, nelle reti, nei sistemi di accumulo e nell’efficienza energetica, sviluppando nel tempo anche nuove soluzioni tecnologiche. Non credo sia utile trasformare la politica energetica in uno scontro ideologico: le rinnovabili sono fonte sulla quale accelerare fin da subito, ma parallelamente il nucleare di nuova generazione merita una valutazione seria e priva di pregiudizi: gli Small Modular Reactors possono rappresentare, in prospettiva, una componente programmabile del mix energetico, soprattutto per infrastrutture energivore e altamente critiche”
E continua parlando anche dell'organico e delle fonti di energie rinnovabili: “Se si sfruttasse appieno l’organico con biodigestori potremo soddisfare il 10% del fabbisogno energetico. Ma noi ci abbiamo messo dodici anni per farne uno a causa della burocrazia”
Per quanto riguarda intervenire in soccorso delle imprese soffocate da costi energetici sottolinea come i margini di intervento di queste società siano limitati. Non determinano il prezzo all’ingrosso dell’energia, fiscalità e oneri ma possono comunque attivarsi sulle emergenze e lavorare per aggregare la domanda, fare consulenza e aumentare la produzione.: “Come Estra abbiamo rinnovato con Confindustria Toscana Sud un accordo per la fornitura di gas a circa 70 imprese industriali, mettendo a disposizione condizioni dedicate, oltre che la piattaforma Ermes, che consente di seguire direttamente il mercato e le quotazioni”
E Macrì passa al tema della presenza di Leonardo in Toscana dove il gruppo conta su 2.000 dipendenti diretti e 6.500 in aziende dell’indotto a cui nel 2025 ha rilasciato ordini per 260 milioni di euro, una filiera che può crescere e allargarsi anche a nuove aziende di fornitura. “C’è un ecosistema che unisce Leonardo, piccole e medie imprese, università, centri di ricerca e sistema della formazione” - ha affermato Macrì -. “Nei quattro siti di Campi Bisenzio, Pisa, Montevarchi e Abbadia San Salvatore sviluppiamo attività ad alto contenuto tecnologico. A Campi Bisenzio, in particolare, realizziamo sistemi di comunicazione professionale, elettro-ottici e sensori spaziali”
“Tra poche ore è previsto il lancio dei satelliti ESA (Agenzia Spaziale Europea) FLEX e Copernicus Sentinel-3C che porteranno nello spazio tecnologie realizzate da Leonardo proprio a Campi Bisenzio. Le due missioni contribuiranno, tra le altre cose, a osservare lo stato di salute della vegetazione, la temperatura dei mari, la composizione dell’atmosfera e lo sviluppo degli incendi. I satelliti raccoglieranno informazioni essenziali per studiare gli effetti del cambiamento climatico” - e prosegue - “Le prospettive di crescita di questo ecosistema toscano dell’innovazione dipenderanno dalla capacità di trasformare programmi e ordini in produzione e consegne, dalla solidità della supply chain e dalla disponibilità di tecnici, ingegneri e specialisti digitali. Leonardo prevede di assumere nel gruppo fino a 17.000 persone nei prossimi tre anni, in larga parte con profili Stem. È un dato riferito all’intero gruppo, non una previsione occupazionale specifica per la Toscana, ma indica la dimensione della domanda di competenze che accompagnerà la crescita industriale del settore. La Toscana dispone di asset importanti nella meccanica di precisione, nell’elettronica, nella fotonica e nell’optronica. Collegare meglio queste capacità e far crescere la filiera può aprire ulteriori opportunità per tutto il territorio”.
Quanto alle difficoltà delle imprese di trovare i profili professionali richiesti, la rete nazionale degli Its, che Macrì coordina, è una ma non la sola risposta necessaria: “Servono orientamento precoce, programmi aggiornati, laboratori adeguati e misure che favoriscano mobilità, partecipazione e accesso ai percorsi. Occorre inoltre coinvolgere maggiormente profili femminili nelle discipline tecniche e digitali. La formazione deve diventare una componente stabile della politica industriale, attraverso una filiera che colleghi scuola, Its, università, ricerca, imprese e aggiornamento continuo dei lavoratori”,