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martedì 21 novembre 2017

Attualità martedì 14 novembre 2017 ore 14:40

Rifiuti, piana-lumaca per la differenziata

Le Mamme No Inceneritore analizzano l'ultima edizione del rapporto Ispra sui rifiuti urbani. Evidenziando i ritardi di Scandicci, Sesto e Campi

FIRENZE — In questi giorni stanno uscendo molti dati tratti dall'edizione 2017 del rapporto sui rifiuti urbani redatto da Ispra, l'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale.

il comitato di cittadini Mamme no incenritore ha analizzato il rapporto e hanno deciso di focalizzare pubblicamente l'analisi dei costi in funzione della gestione del rifiuto, facendo qualche paragone fra alcuni comuni italiani e altri toscani.

"La stessa Ispra, prendendo quindi ad esame i comuni Italiani, ci dice e fa presente a tutti gli amministratori comunali che all'aumentare della percentuale di Raccolta Differenziata i costi di gestione dei rifiuto diminuiscono, e non aumentano come invece molti credono e dichiarano! - si legge in una nota della Mamme no inceneritore - Il rapporto Ispra evidenzia anche che, all'aumentare della raccolta differenziata, diminuisce il quantitativo procapite di rifiuti avviati a discarica e a incenerimento, a favore degli impianti di trattamento meccanico biologico. Vero che anche questi impianti continuano ad oggi a loro volta a produrre in uscita una percentuale di rifiuti da avviare a smaltimento, ma sono già economicamente valide tantissime soluzioni orientate ad un ulteriore recupero di materia seconda. In questo quadro che si delinea, aiuterebbe ancor più spostare gli incentivi alle fonti rinnovabili concessi oggi all'incenerimento verso soluzioni di riduzione, recupero e riciclo. Questo spostamento di fondi è anche imposto dall'Unione Europea, cosa che l'Italia ha oggi sta disattendendo".

Entrando nello specifico della raccolta differenziata, tralasciando Firenze dove si continua ad usare l'alibi "dei troppi abitanti", della complessa struttura urbana metropolitana (palazzi, condomini) e del turismo per impedire l'attuazione delle alternative nella gestione rifiuti della grande città, il comitato si è focalizzato su alcuni Comuni limitrofi e in particolare Campi Bisenzio, Sesto Fiorentino e Scandicci. Tutti e tre hanno circa 50mila abitanti.

Campi Bisenzio che nel 2016 contava 46.878 abitanti ha raggiunto un percentuale di raccolta differenziata pari al 49.79 per cento.

Scandicci che nel 2016 contava 50.515 abitanti e che ha raggiunto un tasso di raccolta differenziata pari al 49,62 per cento.

Sesto Fiorentino che nel 2016 contava 49.060 abitanti e che ha raggiunto un tasso di raccolta differenziata pari al 60,24 per cento.

"Quindi nel 2016 nessuno di questi Comuni, come d'altronde gli altri dell'area metropolitana come Signa e Bagno a Ripoli, ha raggiunto l'obiettivo minimo del 65 per cento  di raccolta differenziata stabilito per legge - sottolineano le Mamme No Inceneritore -  determinando un aggravio della Tari a carico dei cittadini non per erronea attribuzione ma dovuto a tributi speciali, addizionali e quantitativi di rifiuti indifferenziati 'fuori legge' da smaltire".

Sempre nel 2016 invece  Parma che supera questi 3 comuni messi insieme, con i suoi 194.417 abitanti, ha raggiunto il 76.40 per cento di raccolta differenziata; Trento, con i suoi 117.417 abitanti, ha raggiunto addirittura il 78,85 per cento di raccolta differenziata.

E non mancano i buoni esempi anche in Toscana: il Comune di Empoli (che ancora non era gestito da Alia), con un numero di abitanti equivalente a Campi Bisenzio o Scandicci o Sesto Fiorentino, ha toccato addirittura quota 83,29 per cento di Raccolta Differenziata; un altro Comune toscano, Lucca, che che è da pochissimo tempo passato al sistema di raccolta basato sul porta a porta, ha raggiunto già quota 77,82 per cento di differenziata nonostante i suoi 88.397 abitanti.

"Noi crediamo che queste due prime notizie dovrebbero già da sole spingere le istituzioni regionali e le amministrazioni locali a fare un cambio di marcia netto rispetto alle politiche di gestione dei rifiuti perseguite negli ultimi 15 anni - affermano le Mamme No Inceneritore - Lo stesso ministro dell'ambiente, Galletti, qualche giorno fa è andato in visita a Forli per complimentarsi con il sindaco per la scelta fatta di uscire dall'Ato e abbandonare Hera come gestore dei rifiuti. Forli e altri 12 comuni stanno infatti per dare inizio a una nuova avventura: il passaggio totale della gestione dei rifiuti a un sistema basato completamente sulla raccolta porta a porta e sull'applicazione della tariffazione puntuale".

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