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martedì 21 novembre 2017

Attualità martedì 21 aprile 2015 ore 16:30

Riapre il parco di Pratolino liberato dalle mine

I 155 ettari del giardino mediceo sono stati completamente bonificati dagli ordigni della II guerra mondiale e riapriranno al pubblico il 25 aprile

FIRENZE — Ci sono voluti 30 anni di lavoro ma alla fine i lavori per liberare il parco dalle mine disseminate durante il secondo conflitto mondiale sono terminati. 

Ad annunciarlo è stato il direttore del parco mediceo, Gennaro Giberti: "Riapriamo i battenti il 25 aprile, per la Liberazione - ha detto Giberti -, una data che si presta perfettamente al conseguimento di questo obiettivo".

Ma come ci sono finite le mine nel parco di Pratolino, che ospita il Gigante degli Appennini del Giambologna? Durante la seconda guerra mondiale l'area fu la prima sede di un comando tedesco, che ha poi lasciato il posto alle truppe alleate: entrambe hanno strategicamente piazzato gli ordigni esplosivi nel terreno. 

"Negli anni - ha raccontato Giberti all'agenzia Dire - abbiamo trovato di tutto: mine antiuomo, anticarro, schegge".

Dal 1985 sono cominciate le operazioni di rimozione che si sono concentrate poi tra il 2013 e l'inizio del 2015 quando la Regione ha indetto due gare da 178.000 euro complessivi, che hanno portato alla luce "oltre venti ordigni". Le bombe sono state trovate, estratte e fatte brillare. Tutto questo ha permesso di restituire altri 30 ettari di parco che prima erano interdetti. 

Ma le novità non si fermano qui: "Nuova segnaletica in 3 lingue - ha twittato il sindaco di Firenze Dario Nardella - , copertura Wi-Fi, nuova illuminazione e più sicurezza nel parco di #Pratolino #metrofirenze #SmartCity"

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