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sabato 23 settembre 2017

Cronaca giovedì 20 aprile 2017 ore 14:10

Schiavizzata, picchiata e costretta a mendicare

Tre persone sono state arrestate dalla polizia dopo la denuncia di una giovane romena esasperata dal clima di terrore in cui era costretta a vivere

FIRENZE — Alla fine è stata la polizia a liberare la giovane 22enne di origine rumena che dal suo arrivo in Italia, l'estate scorsa, è stata costretta a chiedere l'elemosina in piazza Dalmazia dai parenti. 

La polizia ha arrestato tre suoi connazionali, due uomini e una donna: si tratta del  marito 21enne della vittima, del suocero di 38 anni e la nonna acquisita di 60. L'accusa è quella di riduzione in schiavitù in concorso tra loro. Gli arresti sono stati disposti dal gip  del Tribunale di Firenze Anna Liguori, su richiesta del Pubblico Ministero Giuseppina Mione. 

Le indagini sono state condotte dalla squadra mobile della questura, diretta da Giacinto Profazio, e coordinate dalla procura della Repubblica di Firenze. Dopo il suo arrivo in Italia, la giovane è stata minacciata e costretta dal marito e dai parenti acquisiti a chiedere l'elemosina nelle strade di Firenze. La sua storia è stata ricostruita dagli agenti della sezione reati contro la persona: la ragazza aveva orari fissi, dalle otto del mattino alle quattro del pomeriggio, in cui doveva chiedere i soldi a chi passava al semaforo di piazza Dalmazia. La domenica, poi, era costretta a posizionarsi vicino a una chiesa nella stessa zona. 

A inizio anno, distrutta, ha deciso di denunciare le angherie subite alla polizia. Agli agenti ha detto di essere stata spesso picchiata dal connazionale a cui era legata secondo il rito delle famiglie rom. Gli accertamenti degli investigatori coordinati da Alessando Ausenda, responsabile della sezione Reati contro la persona della Squadra Mobile, hanno dimostrato infatti che per obbligare la 22enne a chiedere soldi in strada, si sarebbero moltiplicate nel tempo le minacce rivolte anche verso i due figli piccoli della donna rimasti in Romania. Era per loro che la giovane tentava di mettere insieme qualche risparmio. La maggior parte di quello che guadagnava, però, tra i 30 e i 70 euro al giorno, finiva nelle tasche del marito e dei parenti. 

Sull'episodio ha espresso "forte preoccupazione" anche l'Associazione Nazione Rom con una nota in cui si legge: "Associazione Nazione Rom (ANR) esprime forte preoccupazione per i fatti relativi all'arresto di tre cittadini di etnia Rom, una donna e due uomini, con accusa di riduzione in schiavitu di una giovane ragazza, moglie di uno degli imputati, attualmente in custodia cautelare per ordine del Tribunale di Firenze.  La giovane ha denunciato il marito, la sua mamma ed il padre del ragazzo con accuse molto pesanti al vaglio della magistratura inquirente. Domani mattina si terrà l'interrogatorio di garanzia. Le tre persone arrestate saranno difese dall'Avvocato Nofri Martino del Foro di Firenze. Il quadro accusatorio ed i crimini attribuiti agli indagati è molto pesante. Di fronte alla violenza contro le donne, i bambini e gli ultimi si deve dire sempre basta, schierandosi dalla parte dei più deboli, solidarizzando con chi ha il coraggio di denunciare".

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