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giovedì 28 luglio 2016

Cronaca lunedì 25 gennaio 2016 ore 19:47

"Riccardo era pieno di segni in faccia"

La testimonianza del padre di Riccardo Magherini, morto durante l'arresto nel marzo 2014, nel processo a carico di 4 carabinieri e 2 volontari del 118

FIRENZE — "Il cadavere era pieno di segni, in faccia, una cosa incredibile. A quel punto ho avuto un ripensamento e mi sono detto: 'Qua le cose non stanno come mi hanno raccontato " Con queste parole Guido Magherini ha ricostruito in Tribunale la notte in cui morì il figlio Riccardo.

A carico degli imputati l'accusa di omicidio colposo e, per un militare, anche le percosse. 

Guido Magherini ha spiegato che i carabinieri gli avevano detto che suo figlio aveva avuto un infarto, dopo aver spaccato vetrine, macchine, aver aggredito persone. 

"Io al momento ci ho creduto, perché all'Arma ci credo" ha spiegato Guido Magherini - Poi, nei giorni successivi, abbiamo cominciato a chiedere alle persone, ai testimoni, cosa fosse successo. Noi, con gli amici di Riccardo, abbiamo fatto un'indagine nostra e tante persone ci hanno detto che era stato preso a calci". 

Nel corso dell'udienza, Guido Magherini e un medico hanno anche parlato dei problemi di Riccardo  con la cocaina: "Voleva smettere, diceva che ce l'avrebbe fatta" ha detto il padre.

Fra gli altri testimoni, il medico e un infermiere intervenuti quella sera dopo i volontari della Croce rossa. 

"Quando arrivarono, Riccardo era ammanettato, pancia in giù - ha raccontato l'infermiere- Mi sono chinato, l'ho scosso e l'ho chianato ma lui non si è mosso. Mi accorgo che era in arresto cardiaco. Le manette gli sono state tolte dopo qualche minuto, perché il carabiniere che aveva le chiavi non era nelle vicinanze. I volontari si erano lamentati della scarsa collaborazione delle forze dell'ordine che avevano detto loro che Riccardo era pericoloso, di non avvicinarsi".

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