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martedì 21 novembre 2017

Attualità martedì 16 maggio 2017 ore 10:31

Maggio, l'era Chiarot riparte da Boboli

Il nuovo sovrintendente ha annunciato il ritorno degli spettacoli nel parco mediceo. Sul risanamento dei conti: "Le spese vanno razionalizzate"

FIRENZE — Il nuovo sovrintendente del Maggio Musicale Fiorentino Cristiano Chiarot, succeduto a Francesco Bianchi, ha dettato la linea del suo mandato. "Vogliamo che il Maggio musicale fiorentino sia un player culturale a Firenze; è un obiettivo importante, e per questo vogliamo aprire al più presto un ''tavolo culturale'' affinché ciò possa essere realizzato insieme alle altre istituzioni".

Tra le idee, c'è quella di riportare "riportare il Maggio al giardino di Boboli; di attivare uno spazio danza in teatro, ospitando i corpi di ballo di altre città, oltre alle esperienze fiorentine come Virgilio Sieni, e organizzando spettacoli a Palazzo Pitti; vogliamo portare ogni anno l'opera contemporanea e approfondimenti sulla musica barocca al teatro Goldoni". In previsione, anche "l'incremento degli scambi con orchestre di altre città". 

Chiarot ha anche detto che presto sarà aperto un "museo del Maggio nel foyer, per tenere aperta il più possibile l'Opera: tutti devono visitare questo spazio".

La questione dei conti. "Se vogliamo guardare al futuro dobbiamo avere conti in sicurezza; in quest'ottica, dobbiamo aumentare l'apporto economico dei privati". "Dobbiamo anche eliminare i 4 milioni che abbiamo di disavanzo strutturale, in passato pareggiati con poste straordinarie che non possono ripetersi; e con il sindaco Nardella nei prossimi anni vogliamo eliminarli con le nostre forze", ha detto ancora. La strada da seguire, per Chiarot, è quella della razionalizzazione delle spese. "Ho chiesto a dirigenti dove poter recuperare 1,5 -1,8 milioni di euro annui, a fronte di maggiori ricavi per circa 3-3,5 milioni all'anno". E ancora: "Rispetto al ricavo da biglietti, lo scopo è arrivare "a quello che succede in altri teatri, il 33-35 per cento del totale". 

Sull'abbattimento del debito consolidato, che ammonta a circa 62 milioni, Chiarot ha risposto che su questo aspetto al commissario straordinario per gli enti lirici, "l'avvocato Sole, chiediamo tempo per realizzare un piano di rilancio triennale. Anche perché il problema del debito, ma più che il debito la perdita di patrimonio aziendale netto, riguarda non solo il Maggio ma molti altri teatri italiani". 

Su Zubin Metha: "Ci ha lasciato provvisoriamente. Ho incontrato sia Mehta che Luisi: ho riscontrato desiderio di collaborare da parte di entrambi; e lo dico come mio impegno , Mehta tornerà ogni anno, abbiamo già deciso quando nel 2018, 2019, 2020". Quanto a Luisi, "inaugurerà stagioni liriche sinfoniche e festival, e dirigerà almeno due titoli di opera", ha concluso Chiarot.

Non è mancato poi il chiarimento riguardo al compenso: "Ho firmato un contratto per 200mila euro lordi all'anno fino al 2019 - ha detto - ma invece del premio di produttività ho chiesto un aiuto per le spese della mia abitazione". Chiarot ha anche detto di aver "dato mandato per realizzare un audit su tutto ciò che riguarda la trasparenza in teatro, non perché in passato non ci sia stata fatta, ma perchè ci sia su questo piena condivisione con il consiglio di indirizzo".

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