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martedì 26 luglio 2016

Attualità lunedì 22 febbraio 2016 ore 14:51

La capitale dello sfratto

In rapporto al numero di abitanti Firenze prima in Italia, nel complesso è terza dietro alle metropoli Roma e Milano. Le richieste di Sunia e Cgil

FIRENZE — Perdi il lavoro, perdi la casa. Potrebbe essere questa la triste equazione che ha relegato Firenze al primo posto della classifica delle città che, rispetto al numero di abitanti, sfratta il maggior numero di persone.

La perdita o la riduzione del lavoro è la prima causa di un fenomeno che a Firenze nel 2014 ha visto 6117 sfratti emessi per morosità.

L'emergenza casa è stata affrontata questa mattina in una conferenza stampa alla Camera del lavoro a cui hanno partecipato Sunia e Cgil.

Laura Grandi del Sunia e Rossano Rossi della Cgil hanno fatto delle richieste: “Chiediamo al Comune che si attivi per rimettere in funzione la Commissione sul disagio abitativo che dovrebbe governare gli sfratti e i passaggi tra casa e casa. Chiediamo poi alla Prefettura e alla Corte d'Appello un calendario certo che permetta la graduazione degli sfratti. Infine, facciamo appello alla Regione affinché si faccia uscire l'edilizia pubblica dai vincoli del Patto di Stabilità, e si preveda un finanziamento certo per la stessa edilizia pubblica come nei Paesi europei più evoluti dove la tensione abitativa è minore”.

L’elemento che desta maggiore preoccupazione è dovuto all’aumento del numero delle convalide di sfratto rispetto all’anno precedente. Negli ultimi tre mesi i dati sono spaventosi:

- 130 sfratti al mese con forza pubblica

- il 98 per cento di questi sono sfratti per morosità

- l’80 per cento di questi questi per morosità sono dovuti alla perdita di lavoro, riduzione orario di lavoro, chiusura della propria attività

A Firenze si dipinge uno scenario a tinte fosche, nelle cancellerie aumentano le richieste di convalida di sfratto. I prossimi mesi saranno caratterizzati da una miriade di nuclei familiari che dovranno fare i conti con la polizia alle porte (in linea col trend, si stimano oltre 600 sfratti nei prossimi tre mesi). Intanto, le domande di alloggio Erp sono state tremila nell'ultimo anno (bando 2013): solo il 3 per cento ha avuto una casa popolare dalla graduatoria.

Le famiglie vittime dello sfratto per morosità sono il 55 per cento di nazionalità italiana, ma sono in aumento anche quelle dei migranti che fino a poco tempo fa non costituivano una percentuale rilevante. Mentre coloro che arrivano alla fase finale dell’esecuzione con la forza pubblica sono per il 65 per cento circa di nazionalità straniera; il 38 per cento sotto i 35 anni, il 31 per cento tra i 35 e i 40, il 27 per cento tra i 50-65 anni, il 4 per cento over 65. Si tratta di famiglie con basso reddito, circa 22mila euro lordi, ma aumentano le famiglie con redditi medi intorno ai 35mila euro lordi che nel corso del contratto di locazione hanno improvvisamente perso il lavoro. L’impiego prevalente del moroso tipo è nel settore operaio per il 55 per cento (il 53 per cento sono lavoratori del campo dell’edilizia); seguono i precari (in gran parte laureati) col 23 per cento, i disoccupati (12 per cento), i pensionati (10 per cento).

“Le famiglie che non sono in grado di onorare l’affitto – hanno spiegato i due sindacati - perché hanno perso il lavoro, non trovano ammortizzatori sociali, risorse, supporti e soluzioni apprezzabili da parte delle pubbliche amministrazioni. A Firenze non esistono alloggi di edilizia pubblica di fronte ad un fabbisogno effettivo immediato di ulteriori duemila nuovi alloggi a canone sociale, vale a dire proporzionato al reddito. Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti. Una famiglia normale, senza problemi di disagio socio-familiare colpita da morosità incolpevole a causa della perdita del lavoro non può avere come unica chance quella di umiliarsi ulteriormente e, spesso inutilmente, di fronte agli assistenti sociali o ottenere l’elemosina di un qualche centinaio di euro annui se ha l’improbabile fortuna di trovare un altro alloggio in affitto. Queste famiglie senza via d’uscita devono essere sostenute fino a che permane questo stato di disagio attraverso soluzioni più articolate”.

In conferenza stampa ha raccontato la sua storia di perdita del lavoro e dell'alloggio M. B., 52 anni, fiorentino. Lavorava in una pompa di benzina ma ha perso il posto. Ha una compagna che lavora part time, e non possono permettersi più l'affitto della casa dove vivono nonostante il contributo del Comune (c'è un provvedimento di sfratto in corso). “Firenze ha affitti altissimi e ora anche i proprietari preferiscono affittare ai turisti, basta vedere il fenomeno Air B'n'B. Il Comune deve porsi il problema”, ha chiosato Laura Grandi.

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