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mercoledì 20 giugno 2018

Attualità giovedì 24 maggio 2018 ore 18:44

Inceneritore, QThermo chiederà l'indennizzo

Un rendering del termovalorizzatore

Il presidente Moretti: "Il Consiglio di Stato ha annullato l'autorizzazione per le mancate prescrizioni della Città Metropolitana e della Regione"



FIRENZE — Qualche ora dopo che il Cosiglio di Stato ha definitivamente stoppato la realizzazione del nuovo inceneritore di Case Passerini, nella piana fiorentina (vedi articolo in home page), i vertici della QThermo, la società che avrebbe dovuto gestire la concretizzazione del progetto, ha diffuso un comunicato in cui difendono il proprio operato e annunciano una richiesta di indennizzo nel caso che il termovalorizzatore non venga effettivamente costruito.

"La sentenza del Consiglio di Stato ha confermato la bontà della Valutazione d’Impatto Ambientale e di tutti gli atti sanitari-tecnico-giuridici eseguiti nel lungo iter autorizzativo dell’impianto di termovalorizzazione di Case Passerini, ha rigettato tutte le impugnazioni delle organizzazioni ambientaliste e dei comuni ricorrenti, incluso il motivo secondo cui la variante di Sesto Fiorentino sarebbe dovuta passare per un accordo di pianificazione con il Comune stesso, ossia un potere di veto alla realizzazione dell’impianto - si legge nella nota -  Tuttavia ha annullato l’Autorizzazione Unica perché in sostanza gli Enti competenti - la Città Metropolitana al tempo competente e la Regione dopo, che successivamente ha ripreso le competenze sul tema dei rifiuti - non hanno prescritto che il termovalorizzatore può entrare in funzione solo dopo la piantumazione dei Boschi della Piana. La sentenza del CdS ha compensato le spese".

“Sul piano ambientale, sanitario e tecnico-amministrativo siamo molto soddisfatti – ha dichiarato Giorgio Moretti,  presidente di Qthermo - Il Consiglio di Stato, con una articolata sentenza, ha confermato la totale bontà del lavoro svolto da Qthermo negli oltre 40 passaggi tecnico-giuridici svolti in 8 anni di lavoro. Ma l’impianto non può, allo stato attuale, essere realizzato per un mero vizio formale della Autorizzazione che non contiene la suddetta prescrizione. Non entro nel merito politico, che non è di nostra competenza, se fare o non fare il termovalorizzatore; noi abbiamo eseguito il disposto degli organi tecnici e gli obblighi derivanti dal Piano Regionale dei rifiuti, quale disposto politico, che ci impone di fare il termovalorizzatore. I nostri avvocati stanno valutando nel merito la sentenza. Ricordo che Qthermo è una società a maggioranza pubblica partecipata per il 40 per cento da Hera, società che ha vinto la gara pubblica per la realizzazione e la gestione dell’impianto". 

"In parallelo abbiamo avviato le valutazioni economiche dell’indennizzo che Qthermo dovrà ricevere, in caso di non realizzazione, per l’enorme lavoro svolto in questi lunghi 8 anni e per tutti i costi fin qui sostenuti - ha concluso Moretti - Il nostro prossimo compito è di fornire ad ATO, nostro primo interlocutore formale, ogni dettaglio e di richiedere come procedere rispetto ai possibili scenari che possono essere perseguiti.”

Sulla sentenza è intervenuto anche il Pd Toscana, da sempre sostenitore del progetto.

“Abbiamo appreso della sentenza del Consiglio di Stato sul termovalorizzatore di Case Passerini. Ne prendiamo atto e a questo punto è ancora più opportuno che sia imminente un nuovo piano regionale dei rifiuti - si legge in una nota di Marco Recati, portavoce della reggenza Pd - La Regione si trova davanti a un bivio. Ribadiamo quanto espresso in questi giorni. Aspettiamo che il Presidente della Regione Rossi, contrario al termovalorizzatore, ci dica, come annunciato ieri in Consiglio Regionale, in che modo si può gestire lo smaltimento dei rifiuti, numeri alla mano, perché nei prossimi anni la Toscana non sia in emergenza e non si aumentino discariche e costi per i cittadini". 

"Neppure per noi il termovalorizzatore è un totem - prosegue la nota - Economia circolare, riuso e riciclo sono temi prioritari per il Partito Democratico su cui puntare al massimo, come abbiamo dimostrato ieri con il documento in Consiglio regionale, ma queste buone pratiche non eliminano del tutto il problema smaltimento - prosegue Recati nella nota - Al netto di una raccolta differenziata prevista nel 2021 nell’Ato Toscana Centro di circa il 72%, resta il problema della destinazione del residuo 28%, tenendo conto che per normativa europea possiamo portare in discarica al massimo il 10%". 

"La termovalorizzazione serve a risolvere questo problema: quale è la soluzione alternativa che Rossi ha in mente? - conclude Recati - Al di la’ della questione politica, mi preme sottolineare infine come questa sentenza ancora una volta confermi che alla realizzazione del termovalorizzatore non sono collegati problemi sanitari e ambientali su cui purtroppo i comitati da anni lanciano strumentali allarmi”.



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