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martedì 21 novembre 2017

Attualità martedì 12 settembre 2017 ore 06:30

In mille ad ascoltare Renzi alla Festa dell'Unità

Foto facebook Dario Nardella

Il segretario del Pd è salito sul palco all'evento dem alle Cascine. Le due studentesse Usa, Salvini, Berlusconi e Consip al centro del discorso

FIRENZE — Pensiero di apertura al caso delle due studentesse americane che hanno accusato di stupro i carabinieri per il monologo del segretario del Pd Matteo Renzi, arrivato sul palco della Festa dell'Unità di Firenze per parlare davanti a una platea di un migliaio di persone. Per il caso delle ragazze americane, "ciò che è accaduto - ha detto Renzi - è ingiustificabile", e se per questo "noi esprimiamo tutto lo sdegno, la rabbia, e lo squallore per ciò che abbiamo visto, avvertiamo anche il bisogno di una parola e un abbraccio agli uomini e le donne dell'Arma dei Carabinieri, che sono il nostro orgoglio". Un altro pensiero rivolto a Riccardo Conti, ex assessore regionale morto pochi giorni fa. Su di lui Renzi ha detto: "Le nostre strade si erano separate, e non abbiamo condiviso niente della strada che i nostri ex compagni hanno fatto, ma vogliamo dire che quel percorso fatto insieme è stato un percorso fatto di valori. Il nostro pensiero va a Riccardo Conti e alla sua famiglia. E' stato un compagno di strada. Mi chiamava il nipotino birbone: caro zio, ti mandiamo tutti un abbraccio affettuoso".

Al monologo non è sfuggito il caso Consip: "Pubblichino le ''chattine'' del Noe, pubblichino quello che c'e'' da pubblicare e vediamo, poi, se qualcuno ha mentito sul presidente del Consiglio - ha detto Renzi - Tra l'altro domani c'è un interrogatorio importante, immagino che verranno fuori delle cose interessanti", ha aggiunto riferendosi all'interrogatorio previsto per domani dell''ufficiale dei carabinieri Gianpaolo Scafarto.

Poi battute su Salvini, che due giorni fa è stato a Scandicci, e su Berlusconi. "Salvini è venuto ieri a Scandicci, a Firenze, a farci lezione di moralità. Ma perché questi della Lega non rispondono alla domanda: che fine hanno fatto i 48 milioni di euro che hanno preso e per cui sono stati condannati per truffa?". "Roma era ladrona - ha aggiunto il segretario del Pd - però poi ci si sono trovati bene, a Roma...". E su Berlusconi: "Io non odio Berlusconi, mai odiato". "Berlusconi - ha proseguito Renzi - non mi ha mai votato la fiducia, non c'è mai stato niente a livello di governo, solo le riforme, e abbiamo visto com'è andata: ha cambiato idea dopo una telefonata con D'Alema, ma quando c'è l'amore c'è l'amore...".

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