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sabato 23 settembre 2017

PAROLE MILONGUERE — il Blog di Maria Caruso

Maria Caruso

MARIA CARUSO - “Una vita da vivere” è il primo libro che ha scritto dopo aver visto il primo cielo a San Felipe in Venezuela ed aver fatto il primo ocho atràs a Pisa. E' in Italia dal 1977 e per tre anni ha abitato in Sicilia. Le piace raccontarsi e raccontare con le parole che le passano per la testa ballando un tango in milonga. Su Facebook è Marina de Caro

Attenti alle foto

di Maria Caruso - lunedì 10 aprile 2017 ore 17:39

Qualche volta, un essere umano si aggira in pista tra i ballerini di Tango Argentino, con in mano una macchina fotografica e immortala i presenti, in un’immagine, poi in seguito socializzata, alla popolazione tanguera. 

Una fotografia è, infatti, una rappresentazione che può essere anche opera d'arte ed il fotografo può quindi essere anche artista. Con un click egli immortala un momento intimo di due persone mentre si muovono dentro un abbraccio quasi a rubare il dialogo intercorso tra loro. A tutti fa piacere vedersi ritratti a colori o in bianco e nero perché in realtà la fotografia contiene in sé, un’ampia serie di significati, che non riguarda solo la luce impressa, poiché in verità, trasforma un evento in un’immagine che resterà lì, magari su Facebook, per sempre. 

Tale foto sarà vista da chissà quanti amici virtuali e non, rimanendo quindi alla mercé dei loro commenti. Nelle nostra milongas i fotografi si recano solitamente di loro spontanea volontà, oppure, sono ingaggiati dagli organizzatori, dietro compenso, se si tratta di immortalare qualche grande evento. Per la verità, il mondo tanguero, ama vedersi riflesso in una fotografia digitale, come per confermare la sua esistenza, a parte quando questa esistenza viene rappresentata da pancia, doppio mento, ecc. Meglio le foto che mostrano il lato B, se ben fatto ovviamente, oppure, quelle che ritraggono solo dei particolari quali le scarpe, le mani, l’abito, ecc. 

La fotografia non solo ci permette di essere visti, notati, osservati, ma anche di specchiare l’immagine interiore di noi stessi. Anche la foto è una forma di comunicazione e il bravo fotografo la può utilizzare per trasmettere simbolicamente o metaforicamente ciò che in realtà lui vede nella sfera emotiva dell’altro, anche se il soggetto fotografato non è una sua conoscenza. Per cogliere l’istante di un boleo, la gamba di una sacada, una picada o altri movimenti, da fermare al momento giusto, occorrono una miriadi di scatti fatti a più riprese e da più angolazioni. Il fotografo deve in pratica quasi ballare insieme alla coppia che sta ritraendo perché solo in questo modo riuscirà a catturare il giusto attimo ed immortalare quello spostamento dell’aria effettuato dalla figura eseguita dai tangueri. 

Dallo scatto in milonga alla pubblicazione, da parte del fotografo, passa poco tempo ma quando si posta su FB, dopo i doverosi tag, tutti si prodigano in mi piace oppure scrivono commenti su commenti. Alcuni commenti sono fatti da persone che alle volte non si conoscono nemmeno personalmente ma c’è forse qualcuno che si sente in dovere di scrivere quasi una spiegazione, magari solo per far vedere al soggetto ritratto di esistere ancora. Qualche volta inoltre può essere motivo di richiesta di nuova amicizia da parte di qualcheduno che, vedendo la foto, si sente particolarmente ispirato in tal senso. 

La fotografia ad ogni modo è una passione e chi fotografa è vittima di tale passione perché spesso passa le serate in milonga a cercare di cogliere quel riflesso di luce particolare invece di godersi la serata come i comuni tangueri. Si sa però che la passione annulla la fatica e fa sembrare tutto più leggero, specie se poi tutti ringraziano il fotografo per il dono ricevuto. 

Qualche volta però  il fotografo fa dei danni perchè magari ritrae sullo sfondo qualche persona che voleva restare in incognito scoprendo così qualche “altarino” di tangueri birichini o poco fedeli. Quest’ultimi, credendo magari di farla franca, perché lontani dalle abituali milongas, non sapendo di essere stati immortalati in modo inconfondibile, in posti dove non avrebbero dovuto essere, si ritrovano così inguaiati. 

Come la mettiamo allora con la privacy? Qui dobbiamo fare una sostanziale differenza e cioè se si tratta di foto artistiche, di cronaca oppure di semplici fotografie ad uso personale. 

Deve essere chiaro che tutte le foto sono soggette al diritto di autore e quindi per essere pubblicate devono avere l'autorizzazione da parte di chi le ha scattate. Ma se ritraggono le persone come la mettiamo? In questo caso sono soggette anche al diritto di immagine e quindi serve l'autorizzazione di chi è ritratto anche, è bene precisarlo, per la pubblicazione sul proprio profilo FB.

Tale autorizzazione non è necessaria per le testate giornalistiche quando la foto è riferita a personaggi pubblici o che ricoprono incarichi pubblici, oppure quando l'immagine è riferita a fatti di cronaca, avvenimenti, cerimonie di interesse pubblico o manifestazioni che si svolgono in locali pubblici ad ingresso libero. Pertanto non certo nelle milongas dove si paga un biglietto. 

Quindi attenti voi fedifraghi ma attenti anche voi fotografi ai quali va comunque un grazie particolare per le belle immagini di tango che ci regalate.

Maria Caruso

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