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martedì 25 aprile 2017

MARZAPANE E ZENZERO — il Blog di Silvia Scopelliti

Silvia Scopelliti

SILVIA SCOPELLITI - Una valdostana vegetariana che tra spread e bond offre consigli per una vita allegra e green che aiuta a superare i momenti grigi della giornata

Fluido vitale, fango e concime

di Silvia Scopelliti - giovedì 28 luglio 2016 ore 08:00

Tutti noi ad un certo punto sperimentiamo un periodo di confusione ed infelicità legato ad un ambito lavorativo o sentimentale.

Dopo un periodo di prova di resistenza arriveremo davanti alle due famose strade: una vecchia che ci rende infelici ma che conosciamo e a cui, soprattutto, siamo abituati, ed una nuova, di cui non possiamo sapere se ci condurrà a delle difficoltà o a dei traguardi ma che potrebbe affrancarci dai problemi attuali.

Non c’è un percorso uguale per tutti.

La vita impiegato-laureato-sposato-con due figli-ed-un-cane è un modello che non può adattarsi a tutte le personalità.

I Cherokee hanno un detto: "Prestare attenzione ai sussurri in modo da non dover poi udire le urla."

Bisogna sapersi ascoltare, sintonizzarsi sulla radio del nostro Io che ci permette di capire perché c’è qualcosa che non va e da dove arriva questo sentimento di insoddisfazione.

Spesso le migliori idee per i grandi cambiamenti provengono da luoghi inaspettati e da persone che entreranno nella nostra vita per poi uscirne dopo una manciata di minuti.

Iniziate provando a mettere in atto dei piccoli cambiamenti. Fare sport, meditare, mangiare bene (ovvero salutare), leggere e visitare posti nuovi possono rappresentare dei rimedi sufficienti e definitivi o dei mezzi per recuperare le energie necessarie per ricostruire la forza interiore prima del big change.

Creare il futuro che si desidera è molto più facile se si è pronti a cogliere le opportunità che ci vengono offerte.

Costruirsi un’alternativa non significa che dall’oggi al domani si volterà pagina, perché un cambiamento drastico potrebbe non fornirvi il sollievo ricercato ma addirittura farvi sentire senza più un terreno sotto i piedi perché privati di tutto, anche del vecchio male.

Certo, bisogna giocare di strategia per “inventare” un progetto di vita diverso dal vostro, anche se saranno presenti tante incognite. Creare il futuro richiede tempo, impegno e preparazione. Soprattutto, è necessario lavorare su sé stessi per riuscire a realizzare che il passato può condizionare le nostre vite molto meno di quel che si immagina ed a focalizzarsi sulla gestione attiva e minuziosa del presente.

E poi arriverà il momento di piegare le gambe, prendere più slancio possibile, inspirare profondamente e poi… saltare.

Il cambiamento tirerà fuori paure sepolte od addormentate e debolezze che pensavate sconfitte ma avrete così l’occasione di guardarle in faccia ed affrontarle. Diventerete così invincibili.

A corsa iniziata, dovrete agire con decisione, eliminare i sentimenti negativi e le esitazioni e concentrarvi sul vostro scopo con tutto il coraggio e la determinazione che avete in corpo.

Non ascoltate tutti. Ci sarà sempre qualcuno che, a causa del suo vissuto o perché invidioso della vostra presa di coraggio, cercherà di insinuare il dubbio e farvi crollare.

Ma voi dovrete innanzitutto ascoltare una persona: voi stessi. Le altre voci diventeranno consigli da accogliere o da respingere con fermezza.

La determinazione comprende un set di qualità che non prevedono che non si possa piangere o non si debba vacillare, bensì gli asset previsti dal paniere delle opportunità sono legati alla pazienza, alla testardaggine, al “non mollare nonostante tutto”.

Tirare fuori la propria volontà e risolutezza al cambiamento deve essere una scelta da mettere in atto quando si percepisce che è arrivato il momento del “ai vostri posti, pronti, via”.

Un errore dell’atleta può essere di partire prima del colpo di pistola. Prima del tempo, prima del vostro tempo.

Penso che la determinazione sia un fluido vitale che si genera e rigenera da pensieri positivi. Le persone accanto a voi potranno solo aiutare a rendere il terreno vangato, ma sarete voi da soli a dover fare il resto del gioco “sporco” di fango e concime.

E ora, pensate a quello che volete realizzare e a quello di cui avete paura e poi… correte, correte come quando eravate bambini e lo facevate solo per sentirvi l’aria in faccia e l’adrenalina e l’energia vitale intrecciarsi ed annullare tutti i vostri “non posso”, “non ora”, “non riesco”.

Correte come se non ci fosse nessuno a giudicarvi e guardarvi, correte come siete ora, che sia con abiti da lavoro od in pigiama, correte a più non posso e finché non avrete davvero più fiato.

Ecco, ora il vostro respiro sarà più affannato ma le idee più chiare. Il riscaldamento muscolare e lo sforzo fisico vi faranno intuire come si sta bene dopo che si assapora la libertà una volta rotti gli schemi imposti.

La corsa in questo caso può rappresentare un incentivo al mutamento.

Alla fine, credo che nel processo di pre-cambiamento la determinazione trovi il suo apice nel momento in cui dentro di noi si faccia grande la consapevolezza che si deve reagire.

Silvia Scopelliti

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